L’Argentina ai Mondiali 2026 arriva da campione in carica, dopo il trionfo di Qatar 2022, e con la maglia di una delle dodici teste di serie del torneo. La Seleccion di Lionel Scaloni ha dominato il girone CONMEBOL chiudendo a 38 punti in 18 giornate, conquistando matematicamente la qualificazione con largo anticipo. Lionel Messi, a 38 anni, sarà – salvo sorprese – ancora il faro dell’Albiceleste nel suo sesto e quasi certamente ultimo Mondiale. La Coppa del Mondo 2026 in Canada, Messico e USA si giocherà dall’11 giugno al 19 luglio e l’Argentina è inserita nel Gruppo J con Algeria, Austria e Giordania.

Argentina ai Mondiali 2026: il quadro generale
L’Argentina ai Mondiali 2026 si presenta come una delle favorite assolute per la conquista del titolo, forte di un ciclo iniziato nel 2021 con la Copa America di Rio e proseguito con il successo iridato in Qatar e il bis continentale negli Stati Uniti nel 2024. La sconfitta dell’ultima giornata di qualificazione contro l’Ecuador (1-0 a Guayaquil) non scalfisce il bilancio complessivo: l’Albiceleste ha chiuso il girone sudamericano in vetta con 9 punti di vantaggio sull’Ecuador secondo, dimostrando una continuità che pochi avversari possono vantare. Nel ranking FIFA aggiornato, la Seleccion è la seconda nazionale al mondo alle spalle solo della Spagna campione d’Europa.
Il sorteggio ha riservato un Gruppo J che, sulla carta, non presenta insidie di primo piano. La sfida d’esordio contro l’Algeria al Kansas City Stadium sarà il primo banco di prova per misurare le ambizioni della squadra. Le altre due avversarie, l’Austria di Ralf Rangnick (qualificata con relativa facilità dal proprio raggruppamento europeo) e la Giordania, esordiente assoluta in un Mondiale, completano un quadro abbordabile per la Seleccion. L’obiettivo primario è chiudere primi in classifica per evitare incroci pericolosi nel tabellone a eliminazione diretta, allargato per la prima volta a un turno preliminare di sedicesimi a causa del nuovo formato a 48 squadre.
Allenatore e tattica: il marchio Scaloni
Lionel Scaloni guida l’Argentina dal 2018 e ha trasformato una nazionale reduce dall’eliminazione agli ottavi della Russia in una macchina vincente. L’ex terzino del Deportivo La Coruna ha conquistato due Copa America (2021 e 2024), una Finalissima contro l’Italia (2022) e il Mondiale del Qatar, costruendo un blocco coeso e tatticamente flessibile. Il suo contratto è stato rinnovato fino al 2026 proprio per garantire continuità all’avventura nordamericana.
Il modulo di riferimento resta il 4-3-3, modulabile in 4-4-2 con due punte centrali in base agli avversari. La squadra costruisce dal basso con i due centrali Cristian Romero e Lisandro Martinez, sfrutta le sovrapposizioni di Nahuel Molina e Nicolas Tagliafico sulle fasce e si affida alla regia di Rodrigo De Paul e Alexis Mac Allister in mezzo al campo. La punta di diamante è la coppia Messi-Lautaro Martinez, con Julian Alvarez pronto a entrare a partita in corso o dal primo minuto in caso di rotazioni.
La cifra distintiva del lavoro di Scaloni è la capacità di alternare fasi di possesso elaborato a verticalizzazioni rapide, sfruttando i tempi di Messi e la profondità di Alvarez. In Qatar la Seleccion chiuse il torneo con 15 reti segnate e ruotò ampiamente i 26 convocati. Lo stesso approccio si è visto nelle qualificazioni sudamericane, dove Scaloni ha lanciato volti nuovi come Franco Mastantuono (Real Madrid), Nico Paz (Como), Thiago Almada (Lione) e Giuliano Simeone (Atletico Madrid), inserendoli accanto ai veterani senza stravolgimenti tattici.
Sul piano difensivo, l’Albiceleste resta una delle squadre più solide del panorama internazionale: nelle 18 giornate del girone CONMEBOL ha subito appena 10 reti, un dato che conferma la qualità del reparto e la disciplina collettiva imposta dal commissario tecnico. L’attacco è stato il migliore del girone con 31 reti, davanti alla Colombia (28) e al Brasile (24).
Rosa e giocatori chiave
La lista dei convocati Argentina Mondiali 2026 verrà ufficializzata da Scaloni entro il 30 maggio, termine fissato dalla FIFA per tutte le 48 nazionali partecipanti. La spina dorsale, però, è già definita da tempo. Tra i pali agirà Emiliano “Dibu” Martinez, portiere dell’Aston Villa, eroe della finale di Qatar 2022 e protagonista anche nelle due Copa America vinte. Le sue alternative saranno Geronimo Rulli (Marsiglia) e Walter Benitez (PSV Eindhoven), entrambi titolari nei rispettivi club.
In difesa, il pacchetto centrale poggia su Cristian “Cuti” Romero, leader del Tottenham e capitano designato in assenza di Messi, e Nicolas Otamendi, classe 1988, che a 38 anni si appresta a disputare il suo quarto Mondiale dopo Brasile 2014, Russia 2018 e Qatar 2022: il difensore del Benfica resta un punto fermo nonostante l’età e ha appena tagliato il traguardo delle 250 presenze con le Aguias. Lisandro Martinez (Manchester United), reduce da una rottura del legamento crociato che lo ha tenuto fuori da febbraio fino alla fine del 2025, è tornato in tempo utile per giocarsi un posto. Sulle fasce sicuri di un posto Nahuel Molina (Atletico Madrid) a destra e Nicolas Tagliafico (Lione) a sinistra. Tra i giovani in rampa di lancio Mariano Troilo (Parma) e Valentin Barco (Strasburgo).
Il centrocampo è il reparto più completo della Seleccion. Rodrigo De Paul (Atletico Madrid) è il motore della mediana, instancabile interditore e regista al tempo stesso. Alexis Mac Allister, perno del Liverpool, garantisce qualità e gol da centrocampo. Enzo Fernandez (Chelsea), premiato come miglior giovane del Mondiale di Qatar 2022, completa il trio titolare. Sulle alternative spicca Leandro Paredes, tornato al Boca Juniors dopo l’esperienza alla Roma. La novità più interessante è Nico Paz, classe 2004 del Como: il trequartista di scuola Real Madrid è stato uno dei migliori giocatori della Serie A 2025/26 e si è ritagliato spazi crescenti in nazionale.
L’attacco è il reparto delle stelle. Lionel Messi, oggi all’Inter Miami, è ancora il riferimento offensivo: nelle qualificazioni ha giocato a sprazzi gestendo i carichi tra MLS e nazionale, ma resta il giocatore con più gol di sempre nelle qualificazioni CONMEBOL (36 reti complessive in carriera). Al suo fianco Lautaro Martinez, capitano dell’Inter, autentico bomber della Seleccion con oltre 35 reti in nazionale che gli sono valse il sorpasso su Diego Armando Maradona nella classifica all-time. Julian Alvarez, passato dal Manchester City all’Atletico Madrid nell’estate 2024, è la terza punta titolare e nel Mondiale di Qatar si era confermato decisivo, segnando 4 reti.
I jolly offensivi non mancano: Franco Mastantuono, talento classe 2007 acquistato dal Real Madrid per oltre 60 milioni dal River Plate, ha già indossato la maglia numero 10 nell’ultima parte del ciclo di qualificazione in assenza di Messi. Alejandro Garnacho (Manchester United), Giuliano Simeone (Atletico Madrid), Nicolas Gonzalez (Atletico Madrid, in prestito dalla Juventus) e il già citato Nico Paz completano un parco esterni di livello mondiale. Resta in dubbio la convocazione di Paulo Dybala (Roma), reduce da un’altra stagione condizionata dagli infortuni.

Punti di forza e debolezze
Il primo punto di forza dell’Argentina ai Mondiali 2026 è l’esperienza accumulata dal nucleo storico. Tredici dei probabili 26 convocati hanno disputato la finale di Doha contro la Francia. Un valore intangibile che pesa nei momenti decisivi, soprattutto ai calci di rigore: l’Albiceleste ha vinto 4 delle ultime 5 lotterie disputate in tornei ufficiali, con Emiliano Martinez decisivo come pochi portieri al mondo nel parare i tiri dagli undici metri.
Il secondo punto di forza è il mix tra veterani e nuovi talenti. Scaloni ha avuto il tempo di integrare gradualmente i giovani senza stravolgere l’ossatura: Mastantuono, Nico Paz, Almada e Simeone hanno già minuti significativi nelle gambe, mentre il blocco campione del mondo garantisce continuità. La rosa offre coperture in ogni ruolo, con doppioni di livello quasi equivalente.
I dati statistici confermano la solidità dell’impianto: nelle qualificazioni CONMEBOL la Seleccion ha registrato il miglior attacco del girone (31 reti) e una delle difese meno battute (10 gol subiti). Anche nelle ultime due Copa America l’Argentina ha chiuso entrambi i tornei senza perdere una sola partita nei 90 minuti di gioco regolamentari.
Le debolezze, però, esistono. La prima riguarda l’età media del nucleo titolare: Messi (38), Otamendi (38), Tagliafico (33), De Paul (32), oltre alla pesante assenza di Angel Di Maria, che si è ritirato dalla nazionale dopo la conquista della Copa America 2024. Un’eventuale serie di partite ravvicinate ad alta intensità, possibile con il nuovo formato a 104 gare, potrebbe minarne il rendimento.
Il secondo nodo è la condizione fisica di Messi: la Pulce ha saltato diverse amichevoli del 2025 e parte del 2026 per gestire i carichi di lavoro tra MLS e nazionale, e il suo stesso allenatore Scaloni ha più volte ribadito che la decisione finale sulla partecipazione al torneo spetta al giocatore. La sua presenza sul campo per 90 minuti consecutivi non è più garantita e Scaloni dovrà costruire un piano che non dipenda esclusivamente dalla sua condizione. Infine, il nuovo formato a 48 squadre introduce un turno aggiuntivo (i sedicesimi) che allunga il torneo e potrebbe pesare sui giocatori più anziani della rosa.
Qualificazione: il dominio sudamericano
L’Argentina ha conquistato il primo posto nelle qualificazioni CONMEBOL con 38 punti, frutto di 12 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte in 18 partite. Un cammino netto, costruito soprattutto in casa e completato anche con risultati di prestigio in trasferta come l’1-0 in Uruguay del marzo 2025 e il roboante 4-1 al Brasile del marzo 2025 al Monumental di Buenos Aires.
La sconfitta più sorprendente è stata il 2-1 in Paraguay del novembre 2024, mentre l’ultimo passo falso è arrivato a Guayaquil con l’1-0 dell’Ecuador il 10 settembre 2025. L’Albiceleste si era già qualificata matematicamente con largo anticipo, motivo per cui Scaloni ha lasciato a riposo Messi e diversi titolari nelle ultime due giornate. Di seguito i risultati delle 18 giornate del girone CONMEBOL.
| Giornata | Data | Avversario | Risultato |
| 1 | 08/09/2023 | Ecuador (casa) | 1-0 |
| 2 | 12/09/2023 | Bolivia (trasferta) | 3-0 |
| 3 | 13/10/2023 | Paraguay (casa) | 1-0 |
| 4 | 18/10/2023 | Peru (trasferta) | 2-0 |
| 5 | 17/11/2023 | Uruguay (casa) | 0-2 |
| 6 | 22/11/2023 | Brasile (trasferta) | 1-0 |
| 7 | 06/09/2024 | Cile (casa) | 3-0 |
| 8 | 10/09/2024 | Colombia (trasferta) | 1-2 |
| 9 | 10/10/2024 | Venezuela (trasferta) | 1-1 |
| 10 | 16/10/2024 | Bolivia (casa) | 6-0 |
| 11 | 15/11/2024 | Paraguay (trasferta) | 1-2 |
| 12 | 20/11/2024 | Peru (casa) | 1-0 |
| 13 | 22/03/2025 | Uruguay (trasferta) | 1-0 |
| 14 | 26/03/2025 | Brasile (casa) | 4-1 |
| 15 | 06/06/2025 | Cile (trasferta) | 1-0 |
| 16 | 11/06/2025 | Colombia (casa) | 1-1 |
| 17 | 05/09/2025 | Venezuela (casa) | 3-0 |
| 18 | 10/09/2025 | Ecuador (trasferta) | 0-1 |
Storia ai Mondiali
L’Argentina ha vinto tre Coppe del Mondo nella sua storia: 1978 in casa con Cesar Luis Menotti in panchina e Mario Kempes capocannoniere; 1986 in Messico con Diego Armando Maradona protagonista assoluto e autore del celebre “gol del secolo” contro l’Inghilterra; e 2022 in Qatar con la doppietta di Messi nella finale contro la Francia, decisa ai calci di rigore dopo il 3-3 dei tempi supplementari.
La Seleccion vanta inoltre tre finali perse: 1930 in Uruguay (4-2 contro i padroni di casa), 1990 in Italia (1-0 a Roma contro la Germania Ovest) e 2014 in Brasile (1-0 a Rio contro la Germania, gol di Mario Goetze nei supplementari). In totale, sei finali su 18 partecipazioni: solo Brasile e Germania hanno fatto meglio.
Tra le pagine più dolorose il primo turno della Russia 2018, con il 3-0 incassato dalla Croazia che fece tremare la qualificazione, poi salvata dal gol di Marcos Rojo contro la Nigeria. La rinascita è cominciata proprio dopo l’eliminazione agli ottavi contro la Francia di Mbappé: Scaloni, allora vice di Sampaoli, è stato confermato e ha costruito il ciclo che ha portato al titolo del 2022. Nessun’altra nazionale ha vinto Coppa America e Mondiale consecutivamente nell’era moderna, e l’Argentina è anche l’unica ad aver vinto due Copa America di seguito (2021 e 2024) negli ultimi vent’anni. Un’eventuale conferma del titolo iridato la collocherebbe tra le poche selezioni capaci di vincere due Mondiali consecutivi, dopo l’Italia (1934-1938) e il Brasile (1958-1962).
Girone e calendario Argentina ai Mondiali 2026
Il girone Argentina Mondiali 2026 è il Gruppo J e comprende, oltre all’Albiceleste, Algeria, Austria e Giordania. Tre partite da disputare tra il 16 e il 27 giugno tra Kansas City e Dallas. Le prime due classificate accedono direttamente al turno dei sedicesimi di finale, mentre la terza ha buone chance di passare comunque grazie al ripescaggio delle migliori otto terze del torneo. Tutti gli orari indicati sono nel fuso CEST per il pubblico italiano.
| Data (locale) | Partita | Stadio | Orario CEST |
| 16/06/2026 | Argentina-Algeria | Kansas City Stadium | 03:00 (notte tra 16 e 17 giugno) |
| 22/06/2026 | Argentina-Austria | Dallas Stadium | 19:00 |
| 27/06/2026 | Giordania-Argentina | Dallas Stadium | 04:00 (notte tra 27 e 28 giugno) |
Le partite della Seleccion saranno trasmesse in Italia da DAZN, che detiene i diritti di tutte le 104 gare dei Mondiali 2026. La Rai trasmetterà in chiaro 35 partite selezionate (su Rai 1 e in streaming gratuito su RaiPlay), tra cui la gara inaugurale, le semifinali e la finale, oltre ad altri match di cartello. È quindi possibile che almeno una delle gare dell’Argentina nel girone venga inserita nel pacchetto in chiaro Rai. Per il quadro completo dei gironi Mondiali 2026 e per scoprire tutte le altre nazionali in lizza, è disponibile la nostra panoramica.
Quote e pronostico Argentina ai Mondiali 2026
Le quote Mondiali 2026 dei principali bookmaker con licenza ADM collocano l’Argentina nel gruppo delle prime tre favorite alla vittoria finale, insieme a Spagna e Francia. Le quote vincente del torneo per la Seleccion oscillano tra 5.00 e 6.00, riflettendo una probabilità implicita compresa tra il 17% e il 20%. Sopra l’Albiceleste solo la Spagna campione d’Europa (5.50-6.50) e a stretto contatto la Francia vicecampione (intorno al 6.00). Più alta invece la quota della Germania, considerata outsider di lusso e proposta per la vittoria finale tra 9.00 e 10.20, mentre Brasile (7.00-9.00), Inghilterra (8.00-11.00) e Portogallo (12.00-15.00) chiudono il gruppo delle pretendenti.
Per il passaggio del girone dell’Argentina le quote sono nettamente sbilanciate: la qualificazione ai sedicesimi è proposta a circa 1.05, segnale di un Gruppo J considerato alla portata. La vittoria del Gruppo J è invece quotata intorno a 1.25, mentre l’arrivo in finale viaggia sulle 3.50 e l’eventuale bis del titolo dopo il 2022 è quotato come detto in fascia 5.00-6.00. Quote rilevate al 29 aprile 2026 e soggette a costante aggiornamento presso i bookmaker, soprattutto in base agli infortuni e alle convocazioni ufficiali di fine maggio.
| Mercato | Quota minima | Quota massima |
| Argentina vincitrice Mondiali 2026 | 5.00 | 6.00 |
| Argentina vincitrice Gruppo J | 1.20 | 1.30 |
| Argentina qualificazione sedicesimi | 1.04 | 1.08 |
| Argentina in finale | 3.30 | 3.80 |
| Messi capocannoniere torneo | 20.00 | 26.00 |
| Germania vincitrice Mondiali 2026 | 9.00 | 10.20 |
Quote rilevate il 29 aprile 2026. Le quote sono in costante aggiornamento presso i bookmaker e possono variare in base agli eventi sportivi, agli infortuni e ai movimenti del mercato delle scommesse. Verificare sempre le quote attuali sui siti degli operatori con licenza ADM.
Il pronostico è chiaro: l’Argentina partirà come una delle prime tre favorite ma il bis del titolo iridato non è scontato. Il fattore Messi, l’esperienza del gruppo e la qualità dei nuovi innesti rendono la Seleccion competitiva, ma il nuovo formato a 48 squadre con il turno aggiuntivo dei sedicesimi può favorire le rivali più giovani come Spagna, Francia e Inghilterra. Il passaggio del girone è praticamente certo, mentre le insidie vere arriveranno dagli ottavi in poi.
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Considerazioni finali sull’Argentina ai Mondiali 2026
L’Albiceleste arriva in Nord America con la consapevolezza di chi ha già scritto la storia. Il ciclo Scaloni-Messi è giunto al suo capitolo finale e l’Argentina ai Mondiali 2026 ha le carte in regola per chiuderlo nel modo più clamoroso possibile: con il bis iridato. Le quote la confermano tra le grandi protagoniste, il girone è abbordabile, la rosa è una delle più complete del torneo. Resta da capire se l’età del nucleo storico permetterà di reggere fino alla finale del MetLife Stadium del 19 luglio, in programma a East Rutherford nel New Jersey.
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