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Italia Mondiali 2026: l’incubo senza fine

La storia recente della Nazionale azzurra si è chiusa il 31 marzo 2026 a Zenica, dove la Bosnia ed Erzegovina ha eliminato l’Italia ai rigori (1-1 d.t.s., 4-1 d.c.r.) nella finale del playoff europeo. Per la terza volta consecutiva la nazionale italiana ai Mondiali 2026 non ci sarà: dopo Svezia 2018 e Macedonia del Nord 2022, una nuova notte amara consegna il torneo agli altri. Questa analisi ricostruisce il cammino, racconta lo scenario tecnico e propone le quote per la Coppa del Mondo che si giocherà senza gli Azzurri.

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Italia Mondiali 2026: l’eliminazione di Zenica

Il sogno azzurro si è infranto allo Stadion Bilino Polje di Zenica nella sera del 31 marzo. Moise Kean aveva sbloccato la finale al 15′ del primo tempo sfruttando un errore in disimpegno della difesa bosniaca, l’Italia controllava il match, poi al 41′ è arrivata la frattura: espulsione diretta di Alessandro Bastoni per fallo da ultimo uomo su Demirovic, lanciato a tu per tu con Donnarumma. Otto minuti di recupero giocati in dieci, intervallo, e una ripresa interamente trascorsa a difendere il vantaggio. Al 79′ il pareggio di Tabakovic, entrato da soli otto minuti, su tap-in dopo una parata di Donnarumma sul colpo di testa di Dzeko. Supplementari, rigori. Pio Esposito calcia altissimo sopra la traversa, Cristante colpisce in pieno la traversa: la Bosnia di Sergej Barbarez vola al Mondiale, l’Italia resta a casa.

È la terza esclusione consecutiva dalla rassegna iridata, un dato senza precedenti nella storia azzurra. Niente Italia qualificata Mondiali 2026: gli Mondiali 2026 in programma dall’11 giugno al 19 luglio fra Canada, Messico e Stati Uniti vedranno la Nazionale spettatrice, mentre fanno festa Bosnia, Svezia, Repubblica Ceca e Turchia, vincitrici dei quattro percorsi playoff europei. Le settimane successive alla disfatta hanno scosso l’intero sistema: Gabriele Gravina si è dimesso da presidente FIGC giovedì 2 aprile 2026, indicendo le elezioni federali per il 22 giugno; il giorno seguente, venerdì 3 aprile, anche Gennaro Gattuso ha risolto consensualmente il contratto da CT, e Gianluigi Buffon ha lasciato il ruolo di capo delegazione. Per saperne di più sull’intero torneo, qui la nostra guida completa ai Mondiali 2026.

Spalletti, Gattuso e i due cambi di panchina

Il riferimento al “ciclo Spalletti” è ormai una pagina chiusa. Luciano Spalletti era stato esonerato a giugno 2025 dopo lo 0-3 subito a Oslo contro la Norvegia che aveva di fatto compromesso la qualificazione diretta. Conferenza stampa drammatica a Coverciano l’8 giugno, ultima panchina contro la Moldavia il 9 giugno (vittoria 2-0) e separazione: bilancio finale di 11 vittorie, 6 pareggi e 6 sconfitte in due anni. Claudio Ranieri, candidato preferito da Gravina, declinò per restare nell’orbita Roma. La FIGC virò allora su Gennaro Gattuso, ufficializzato CT il 15 giugno 2025 con contratto annuale legato all’obiettivo del Mondiale.

Sotto Gattuso la Nazionale ha vinto i quattro match restanti del girone (Estonia, Israele, Estonia in trasferta, Moldavia in trasferta) ma non ha più affrontato la Norvegia in modo competitivo: 1-4 a San Siro il 16 novembre 2025, gol di Pio Esposito illusorio nel primo tempo, doppietta di Haaland in due minuti tra il 78′ e il 79′ e poker chiuso da Strand Larsen in pieno recupero. Il secondo posto del girone (18 punti contro i 24 della Norvegia) ha consegnato gli Azzurri al playoff. Il modulo più visto da Gattuso è stato il 3-5-2: a Zenica, in finale, Donnarumma in porta, terzetto difensivo Mancini-Bastoni-Calafiori, mediana fisica Barella-Locatelli-Tonali con Politano e Dimarco sugli esterni, coppia d’attacco Retegui-Kean. Una scelta pragmatica, identità di palleggio sacrificata sull’altare del risultato.

Dopo l’eliminazione, Gattuso è uscito di scena: il contratto prevedeva l’opzione solo in caso di Mondiale, e la frattura era inevitabile. I nomi più caldi per il dopo sono Antonio Conte e Massimiliano Allegri, entrambi però sotto contratto con i rispettivi club (Conte con il Napoli fino al 30 giugno 2027, Allegri con il Milan con opzione fino al 2028 legata alla qualificazione in Champions League). Più defilati Roberto Mancini, in Qatar all’Al-Sadd con contratto fino al 2027, Stefano Pioli e Simone Inzaghi. La scelta del nuovo CT spetterà al presidente FIGC che uscirà dalle elezioni del 22 giugno, con Giovanni Malagò favorito alla successione di Gravina, insieme a Giancarlo Abete.

Italia Mondiali 2026: rosa e giocatori chiave dell’azzurro

La rosa Italia Mondiali 2026 non sarà mai compilata, ma l’ossatura della Nazionale che ha disputato il playoff dà la fotografia dei talenti su cui dovrà ripartire il prossimo CT. La lista dei convocati Italia Mondiali 2026 – quella che sarebbe stata, se gli Azzurri avessero superato la Bosnia – coincide di fatto con il gruppo della finale di Zenica, e rappresenta lo zoccolo duro della nazionale italiana Mondiali 2026 mancati.

Reparto Giocatori principali
Portieri Donnarumma (Manchester City), Vicario (Tottenham), Meret (Napoli), Carnesecchi (Atalanta)
Difensori Di Lorenzo (Napoli), Mancini (Roma), Bastoni (Inter), Buongiorno (Napoli), Calafiori (Arsenal), Dimarco (Inter), Spinazzola (Napoli), Cambiaso (Juventus), Gatti (Juventus), Palestra (Cagliari)
Centrocampisti Barella (Inter), Locatelli (Juventus), Frattesi (Inter), Tonali (Newcastle), Cristante (Roma), Ricci (Milan), Rovella (Lazio), Pisilli (Roma)
Attaccanti Retegui (Al-Qadsiah), Kean (Fiorentina), Pio Esposito (Inter), Scamacca (Atalanta), Politano (Napoli), Zaccagni (Lazio), Raspadori (Atletico Madrid)

Gianluigi Donnarumma – il portiere che resta

Capitano e leader di una Nazionale orfana di certezze, Gigio Donnarumma a 27 anni ha già vinto un Europeo (2021), giocato 80 partite con la maglia azzurra ed entra così nel ristretto club degli azzurri con almeno 80 presenze, primato per un under-28 nella storia della Nazionale. La sua partita di Zenica è stata l’ennesima prestazione di altissimo livello contro la Bosnia: parate decisive su Bajraktarevic, Tahirovic e Demirovic e una resistenza prolungata mentre l’Italia restava in dieci. Approdato al Manchester City a settembre 2025 dopo gli anni al Paris Saint-Germain, dove aveva vinto la Champions League nel 2024-25, il portiere di Castellammare di Stabia non è mai andato a referto in una fase finale del Mondiale. Per il suo profilo completo: Donnarumma e la Nazionale.

Nicolò Barella, motore in mediana

Vice-capitano per gerarchia tecnica. Il centrocampista dell’Inter resta il giocatore di maggior gamma fisica e qualità di palleggio dell’Italia. Recupero, inserimento, conduzione, calcio piazzato: nessun altro azzurro del centrocampo offre lo stesso pacchetto. A Zenica è stato sostituito all’85’ da Frattesi, dopo aver giocato un tempo supplementare in dieci uomini. Il suo rendimento in qualificazione – con assist decisivi e contributo nel 5-0 all’Estonia all’esordio di Gattuso – ne conferma il ruolo di pilastro.

Mateo Retegui, il centravanti

L’italoargentino classe 1999 ha chiuso la stagione 2024/25 da capocannoniere della Serie A con l’Atalanta (25 gol) e nel luglio 2025 si è trasferito in Arabia Saudita all’Al-Qadsiah per circa 65 milioni più bonus, diventando l’italiano più pagato di sempre. In azzurro è stato il miglior marcatore delle qualificazioni Mondiali 2026 con cinque reti; a Zenica è partito da titolare in coppia con Kean prima di essere sostituito da Federico Gatti dopo l’espulsione di Bastoni. La concorrenza con Moise Kean, Pio Esposito e Gianluca Scamacca rimane il vero punto interrogativo del reparto offensivo italiano in vista del prossimo ciclo.

Federico Chiesa, il fantasma azzurro

Il caso più controverso. L’esterno del Liverpool, eroe di Euro 2020, è stato ai margini delle convocazioni durante la qualificazione per scelte tecniche prima di Spalletti e poi di Gattuso, oltre che per problemi di continuità a livello di club. Il suo rapporto con la Nazionale è stato un tema costante della stagione: rientro complicato, spazi ridotti in Premier League, voci di un possibile ritorno in Serie A nel 2026. Senza Mondiale all’orizzonte, Chiesa diventa uno dei nomi su cui dovrà ricostruire il nuovo commissario tecnico, che potrà valutare con calma il rilancio dell’esterno classe 1997.

Punti di forza e debolezze: i numeri della Nazionale

I dati delle qualificazioni raccontano un’Italia a due facce. Nelle otto partite del Girone I gli Azzurri hanno segnato 21 reti (2,6 a partita) e ne hanno subite 12, mostrando una capacità realizzativa elevata contro avversari di seconda fascia: 5-0 all’Estonia in casa, 5-4 a Israele in campo neutro a Debrecen, 2-0 a Moldavia, 3-0 a Estonia in trasferta, 3-0 a Israele in casa. Il peggior risultato è stato lo 0-3 di Oslo contro la Norvegia il 6 giugno 2025, partita che è costata la panchina a Spalletti, replicato dall’1-4 di San Siro nel novembre 2025.

Il doppio confronto contro la Norvegia di Haaland ha esposto i limiti strutturali: differenza reti -6 negli scontri diretti (1 gol fatto, 7 subiti), fragilità nelle transizioni difensive (i quattro gol presi a San Siro tra il 63′ e il 90’+3 sono arrivati su contropiede o su giocate individuali di Nusa, Haaland e Strand Larsen). La fase difensiva contro avversari di pari livello è risultata vulnerabile: poca pressione alta, baricentro spesso troppo basso, ripartenze concesse. Sul piano del possesso palla, l’Italia ha viaggiato attorno al 55-60% contro le formazioni minori, scendendo sotto il 45% contro la Norvegia.

Sul piano della creazione, contro la Norvegia in entrambe le sfide la produzione offensiva è stata insufficiente: a Oslo soltanto un tiro in porta (al 92′, colpo di testa di Lucca) nonostante percentuali di possesso non disprezzabili. La traduzione del palleggio in tiri pericolosi è stata limitata, segnale di una manovra offensiva spesso prevedibile e affidata a iniziative individuali (Kean, Politano, Dimarco). La palla inattiva è stata invece un punto di forza: diversi gol in qualificazione sono arrivati su sviluppi da corner o calcio di punizione. Il playoff con la Bosnia ha riassunto i due volti: vantaggio meritato nei primi 40 minuti, fragilità mentale e tecnica nei rigori finali – solo Tonali ha trasformato dagli undici metri, con Pio Esposito e Cristante che hanno fallito i tiri decisivi.

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Cammino di qualificazione Italia Mondiali 2026: tutti i risultati

Il cammino dell’Italia playoff Mondiali 2026 è stato lineare nel finale ma compromesso dalla partenza shock di Oslo. Otto partite di girone, due di playoff, e i ventotto giorni di marzo che hanno cambiato la storia della formazione Italia Mondiali 2026.

Data Partita Risultato Fase
06/06/2025 Norvegia-Italia 3-0 Girone I
09/06/2025 Italia-Moldavia 2-0 Girone I
05/09/2025 Italia-Estonia 5-0 Girone I
08/09/2025 Israele-Italia 4-5 Girone I
11/10/2025 Estonia-Italia 1-3 Girone I
14/10/2025 Italia-Israele 3-0 Girone I
13/11/2025 Moldavia-Italia 0-2 Girone I
16/11/2025 Italia-Norvegia 1-4 Girone I
26/03/2026 Italia-Irlanda del Nord 2-0 Semifinale playoff
31/03/2026 Bosnia-Italia 1-1 d.t.s. (4-1 d.c.r.) Finale playoff

La classifica finale del Girone I ha visto la Norvegia chiudere a 24 punti con 8 vittorie su 8 e una differenza reti complessiva ampiamente superiore a quella italiana, l’Italia seconda a 18 punti, Israele terza a 9, Estonia quarta a 4, Moldavia ultima a 1. Norvegia qualificata direttamente, Italia retrocessa al playoff europeo Percorso A. L’Irlanda del Nord di O’Neill è stata superata 2-0 alla New Balance Arena di Bergamo grazie alle reti di Tonali (56′) e Kean (80′). Cinque giorni dopo, a Zenica, la sconfitta che ha cambiato tutto.

L’Italia ai Mondiali – la storia

Quattro volte campione del mondo (1934, 1938, 1982, 2006), l’Italia condivide con la Germania il secondo posto nell’albo d’oro alle spalle del solo Brasile. Le coppe sollevate da Combi, Meazza, Cabrini, Zoff e Cannavaro definiscono un patrimonio storico che rende ancora più pesante l’attuale astinenza. L’ultimo Mondiale disputato dall’Italia è stato Brasile 2014, eliminata al primo turno con la sconfitta 0-1 contro l’Uruguay il 24 giugno 2014. Da allora, dodici anni di assenze e fallimenti.

Anno Risultato dell’Italia
2026 (USA/Canada/Messico) Non qualificata (eliminata da Bosnia ed Erzegovina ai playoff)
2022 (Qatar) Non qualificata (eliminata da Macedonia del Nord ai playoff)
2018 (Russia) Non qualificata (eliminata da Svezia ai playoff)
2014 (Brasile) Eliminata al primo turno (girone con Uruguay, Costa Rica, Inghilterra)
2010 (Sudafrica) Eliminata al primo turno (girone con Paraguay, Slovacchia, Nuova Zelanda)
2006 (Germania) Campione del Mondo (vittoria in finale ai rigori contro la Francia)

Nel 2026, per la prima volta nella storia dei Mondiali, tre tornei di fila si giocano senza l’Italia. Un dato che fotografa la crisi sistemica del calcio italiano e che ha pesato sulle dimissioni di Gravina e sull’addio di Gattuso.

Girone I: Francia, Norvegia, Senegal, Iraq

Curioso il girone Italia Mondiali 2026 mai disputato: la Nazionale, in caso di qualificazione tramite playoff, sarebbe finita nel Gruppo B con Canada, Svizzera e Qatar, posto poi occupato dalla Bosnia ed Erzegovina vincitrice. Il Girone I del Mondiale 2026 – Francia, Senegal, Iraq, Norvegia – è invece il raggruppamento che riunisce alcune delle squadre più discusse del torneo. La presenza della Norvegia di Haaland, regina del girone azzurro in qualificazione, aggiunge un sapore particolare alla prospettiva di chi vuole scommettere ai Mondiali. La Francia di Deschamps è la favorita assoluta per il primo posto, ma il Senegal di Pape Thiaw e una Norvegia rinata possono complicare il cammino.

Data Partita Orario CEST Sede
16/06/2026 Francia-Senegal 21:00 New York/New Jersey Stadium
17/06/2026 Iraq-Norvegia 00:00 (notte fra 16 e 17) Boston Stadium
22/06/2026 Francia-Iraq 23:00 Philadelphia Stadium
23/06/2026 Norvegia-Senegal 02:00 New York/New Jersey Stadium
26/06/2026 Norvegia-Francia 21:00 Boston Stadium
26/06/2026 Senegal-Iraq 21:00 Toronto Stadium

Per approfondire: analisi completa del Girone I con quote, formazioni e pronostici.

Quote e pronostico Italia Mondiali 2026: chi vince la Coppa

Senza l’Italia, la Coppa del Mondo 2026 sposta l’attenzione del betting italiano sui grandi favoriti. Spagna, Francia e Inghilterra dominano le lavagne dei principali bookmaker italiani con licenza ADM, seguite da Argentina campione in carica e Brasile. Le quote che seguono sono indicative all’aprile 2026 e sono in costante aggiornamento presso i bookmaker.

Nazionale Quota vincente Mondiali 2026
Spagna 5,50 – 6,00
Francia 6,50
Inghilterra 7,00 – 8,00
Argentina 9,00
Brasile 9,00
Portogallo 12,00 – 13,00
Germania 15,00 – 17,00
Olanda 25,00
Norvegia 25,00 – 35,00
Belgio 35,00 – 40,00
Senegal 100,00
Iraq 1000,00 – 1500,00

Disclaimer: le quote sono indicative all’aprile 2026 e sono in costante aggiornamento presso i bookmaker. Verifica sempre i valori aggiornati sui siti degli operatori con licenza ADM prima di scommettere.

La Spagna campione d’Europa 2024 parte favorita grazie a profondità di rosa, continuità tecnica con De la Fuente e l’esplosione di Lamine Yamal e Nico Williams. La Francia di Deschamps, alla sua ultima panchina azzurra, può contare ancora su Mbappé e Dembelé, Pallone d’Oro 2025. L’Inghilterra di Tuchel ha chiuso le qualificazioni a punteggio pieno e senza subire gol. Tra le possibili sorprese, la Norvegia di Haaland viaggia attorno a 25,00-35,00 dopo aver chiuso in scioltezza il girone azzurro, con il giocatore del Manchester City a guidare un attacco che ha letteralmente travolto le rivali. Per chi cerca quote a maggior valore, i mercati “vincente girone” e “passaggio del turno” offrono spesso un rapporto rischio-rendimento più equilibrato rispetto al pronostico secco sulla vincente del torneo. Approfondisci nella nostra sezione quote Mondiali 2026 e nella guida dedicata ai favoriti del torneo.

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Dove vedere i Mondiali 2026 in TV

Senza la Nazionale italiana ai Mondiali 2026, i diritti televisivi mantengono comunque ampia copertura. La Rai trasmetterà 35 partite in chiaro, di cui almeno 32 su Rai 1, includendo la partita inaugurale Messico-Sudafrica, le semifinali e la finale del 19 luglio al MetLife Stadium del New York/New Jersey. Sono previste anche almeno una partita per giornata della fase a gironi su Rai 1, oltre agli highlights di tutti i match nei principali contenitori sportivi del servizio pubblico. RaiPlay garantirà lo streaming gratuito delle partite trasmesse in chiaro. Le restanti 69 partite del torneo, fino a coprire l’intero pacchetto delle 104 gare, dovrebbero essere visibili in streaming su DAZN, in attesa delle ultime conferme sulla distribuzione integrale dei diritti. Per le mondiali 2026 partite Italia non ci sono naturalmente trasmissioni dedicate, ma le sfide del Girone I (Francia-Senegal, Norvegia-Francia in particolare) sono attese tra i match di maggiore appeal della prima fase.

La triste conclusione

L’Italia non ci sarà, ma il Mondiale si gioca lo stesso. Per gli appassionati italiani il torneo nordamericano sarà un’occasione per studiare il calcio internazionale da un’angolatura inedita: senza il filtro emotivo della Nazionale, ogni partita diventa un esercizio di analisi tecnica e statistica. Le quote favoriscono Spagna, Francia e Inghilterra, ma con 48 squadre al via e un format inedito a 32 qualificate dalla fase a gironi le sorprese sono parte integrante del torneo. Il countdown verso l’11 giugno è iniziato, mentre in Italia la riflessione su un movimento calcistico in crisi profonda si intreccia con la corsa alle elezioni federali del 22 giugno e con la scelta del nuovo CT, che dovrà ricostruire un gruppo da zero in vista delle qualificazioni a Euro 2028.

Gioco responsabile: prima della scommessa, la consapevolezza

Le informazioni e le quote presenti in questo articolo hanno finalità esclusivamente informativa e di confronto. Il gioco con vincita in denaro è riservato esclusivamente ai maggiorenni (18+) ed è vietato ai minori di età, con sanzioni penali a carico di chi consente la partecipazione di minori al gioco pubblico. Tutte le quote citate provengono da operatori autorizzati con licenza ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), l’ente regolatore italiano che garantisce trasparenza, equità e tutela del giocatore. ForEurope.eu invita a scommettere solo presso piattaforme dotate di concessione ADM, l’unica certezza del rispetto della normativa italiana.

Il gioco può causare dipendenza patologica: la ludopatia è una malattia riconosciuta che può compromettere relazioni, finanze, salute mentale e qualità della vita. Riconoscere i segnali – perdita di controllo sul tempo o sul denaro investiti, rincorsa delle perdite, irritabilità in caso di astinenza, occultamento del comportamento ai familiari – è il primo passo per chiedere aiuto. Stabilisci sempre un budget mensile sostenibile, non scommettere mai cifre superiori a quanto puoi permetterti di perdere, non considerare il gioco una fonte di reddito né un metodo per recuperare perdite precedenti, e non giocare in stato di alterazione emotiva o sotto l’effetto di sostanze.

Tutti gli operatori ADM offrono strumenti di autotutela gratuiti: limiti di deposito, di puntata e di tempo di gioco, autoesclusione temporanea o permanente, accesso al Registro Unico degli Auto Esclusi (RUA) gestito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che impedisce l’accesso alle piattaforme di gioco sull’intero territorio nazionale. Se ritieni che il tuo comportamento di gioco sia diventato problematico, è possibile contattare il Telefono Verde Nazionale per i problemi legati al Gioco d’Azzardo (TVNGA) al numero 800 558 822, attivo gratuitamente, in forma anonima e con personale specializzato dell’Istituto Superiore di Sanità. Esistono inoltre numerose associazioni territoriali e gruppi di auto-aiuto, oltre ai servizi pubblici per le dipendenze (Ser.D.) presenti in tutte le ASL italiane. Scommettere deve restare un’attività di intrattenimento, mai una via di fuga: la consapevolezza è la prima e più importante puntata vincente.

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