La Seleção sbarca a giugno in Nord America con un’identità nuova: Carlo Ancelotti in panchina, primo CT straniero nella storia del Brasile a un Mondiale, una rosa ringiovanita e il peso di un digiuno iridato che dura dal 2002. Il sorteggio di Washington del 5 dicembre 2025 ha collocato i verdeoro nel Girone C con Marocco, Scozia e Haiti: gruppo abbordabile sulla carta, ma con almeno una vera insidia. Quote, convocati e calendario per orientarsi prima del fischio d’inizio.

Brasile Mondiali 2026: tra ambizioni e dubbi
La nazionale verdeoro torna al Mondiale con un mandato chiaro: interrompere il digiuno di 24 anni dall’ultimo titolo, conquistato in Corea-Giappone 2002 con Ronaldo, Rivaldo e Ronaldinho. Da allora la Seleção ha collezionato due quarti di finale (Germania 2006 e Russia 2018), un quarto posto in casa nel 2014 segnato dal 7-1 contro la Germania e l’eliminazione ai quarti contro la Croazia in Qatar 2022.
Il percorso verso la Coppa del Mondo è stato il meno convincente da decenni: quinto posto nel girone unico CONMEBOL con 28 punti in 18 gare, lontanissimo dai 38 dell’Argentina capolista e con una sconfitta per 1-0 in Bolivia all’ultima giornata che ha lasciato strascichi. Lo 0-0 in Ecuador all’esordio di Ancelotti e il poker subito a Buenos Aires nel marzo 2025 (l’ultima partita di Dorival Júnior) restano le immagini di una qualificazione faticosa.
L’arrivo di Re Carlo, sbarcato a Rio nel maggio 2025 dopo l’addio al Real Madrid, ha riacceso l’entusiasmo. Il brand Brasile e la maggior parte degli operatori italiani lo collocano comunque tra i primi cinque candidati al titolo, dietro Spagna, Inghilterra e in lotta con Francia e Argentina. Il girone del Brasile ai Mondiali 2026 è giudicato accessibile, ma il Marocco semifinalista in Qatar 2022 imporrà attenzione.
Allenatore e tattica: la firma di Ancelotti
Il 5 giugno 2025 Ancelotti ha esordito sulla panchina della Seleção a Guayaquil, diventando il primo allenatore non brasiliano della storia a guidare i verdeoro a un Mondiale. Il contratto, originariamente firmato fino all’estate 2026, è stato rinnovato a inizio 2026 fino al 2030, con un bonus da 5 milioni in caso di trionfo iridato a integrazione dell’ingaggio annuo da circa 10 milioni di euro.
Sul piano tattico Ancelotti ha alternato 4-2-3-1 e 4-3-3, adattando il sistema agli avversari e agli interpreti disponibili. La doppia mediana protetta da una mezzala di rottura (Casemiro, oppure Andrey Santos in chiave futuro) è la base di partenza; il tridente offensivo ruota attorno a Vinicius Junior largo a sinistra, una mezzapunta tecnica al centro e un esterno destro con vocazione al gol.
Il progetto di Ancelotti punta a una “italianizzazione” misurata della Seleção, con maggiore equilibrio difensivo e densità in mezzo al campo, senza rinunciare al talento individuale che è marchio di fabbrica brasiliano. Nelle uscite ufficiali e amichevoli sotto la sua guida, i verdeoro hanno alternato prove convincenti – su tutte la vittoria 3-0 sul Cile al Maracanã e la prestazione di carattere contro la Francia di Mbappé al Gillette Stadium di Foxborough il 26 marzo 2026, conclusa 2-1 per i Bleus con il gol di Bremer al 78′ – a uscite più opache, come la sconfitta in Bolivia in altitudine.
Il modulo di partenza per i Mondiali, salvo emergenze, sarà il 4-2-3-1: Bento o Ederson in porta, una linea a quattro con Marquinhos centrale di riferimento, Casemiro a schermo davanti alla difesa e Bruno Guimarães (se recuperato) come regista box-to-box. Davanti, Vinicius e Raphinha occuperanno gli esterni, con Matheus Cunha o João Pedro a fungere da raccordo tra centrocampo e attacco.
Rosa e giocatori chiave dei verdeoro
L’elenco definitivo dei 26 convocati del Brasile ai Mondiali 2026 sarà annunciato a maggio dalla CBF, dopo le ultime amichevoli pre-torneo. Le preconvocazioni dei mesi precedenti offrono però una fotografia attendibile della spina dorsale.
Tra i pali, il ballottaggio è apertissimo. Alisson Becker (Liverpool) resta il numero uno designato per esperienza e palmares, ma una serie di problemi fisici nella stagione 2025/26 ha lasciato spazio a Bento dell’Al-Nassr, considerato il futuro del ruolo, e a Ederson, ora al Fenerbahçe. Hugo Souza del Corinthians completa il reparto.
La difesa ruota attorno al capitano Marquinhos (PSG), reduce dal triplete del 2024/25, e a Gabriel Magalhães dell’Arsenal, scelto per la solidità nelle palle inattive. Sulle fasce, le opzioni sono molteplici: Wesley, esterno destro della Roma e rivelazione della Serie A 2025/26, ha guadagnato la fiducia di Ancelotti; a sinistra Caio Henrique (Monaco) si gioca il posto con il veterano Alex Sandro. Bremer (Juventus) e Léo Pereira (Flamengo) sono le alternative al centro, con il punto interrogativo di Éder Militão, fermo per un grave infortunio nella prima parte di stagione.
A centrocampo Casemiro (Manchester United) resta il faro tattico: l’ex Real Madrid è uno degli uomini di maggior fiducia di Ancelotti, che lo ha allenato a lungo nella capitale spagnola. Bruno Guimarães del Newcastle, quando integro, è il regista offensivo titolare; Andrey Santos (Chelsea) rappresenta l’investimento sul futuro, mentre Lucas Paquetá (West Ham) e Joelinton (Newcastle) sono in lotta per gli ultimi posti.
Il reparto offensivo è il vero punto di forza dei verdeoro. Vinicius Junior è la stella copertina del gruppo: due Champions League vinte sotto Ancelotti al Real Madrid, è il giocatore intorno al quale ruota tutto il progetto offensivo. Raphinha del Barcellona è reduce da una stagione di altissimo livello al Camp Nou e si candida al ruolo di rifinitore principale.
L’assenza pesante è quella di Rodrygo, fuori per un grave infortunio. Anche Neymar resterà con ogni probabilità a Santos: il numero 10 non è stato convocato nelle ultime amichevoli e Ancelotti ha ribadito che lo chiamerà solo “al 100%”. Brillano invece i giovani: Estêvão, classe 2007 del Chelsea, autore del primo gol al Maracanã contro il Cile, e Endrick, in cerca di minutaggio dopo l’esperienza al Real Madrid, sono i jolly che potrebbero cambiare le partite a torneo iniziato. Tra i nomi vicini alla convocazione finale figurano anche Igor Thiago (Brentford), Matheus Cunha (Manchester United), João Pedro (Chelsea) e il giovane Rayan (Bournemouth).

Punti di forza e debolezze del Brasile
Il principale punto di forza della Seleção resta la quantità e qualità dei talenti offensivi. Pochi CT al mondo possono permettersi di lasciare in panchina giocatori come Martinelli, Endrick o Estêvão, e nei tornei brevi l’imprevedibilità del singolo conta più della costruzione di squadra. Sotto Ancelotti il Brasile ha alternato fasi di sterilità offensiva a prestazioni di qualità, con un’identità ancora in costruzione ma più equilibrata rispetto agli ultimi cicli.
La solidità del blocco difensivo guidato da Marquinhos è un altro asset. Il capitano del PSG arriva al torneo dopo aver vinto la Champions League 2024/25 ed è il faro emotivo dello spogliatoio. Nelle qualificazioni il Brasile ha incassato 17 reti in 18 gare, dato in linea con i migliori del girone CONMEBOL e segnale che la fragilità storica è in via di superamento.
Il principale punto debole è strutturale: la mediana è dipendente dalla salute di Bruno Guimarães. Senza il regista del Newcastle, il Brasile ha mostrato evidenti difficoltà di palleggio, come testimoniato dallo 0-0 in Ecuador del giugno 2025. Casemiro garantisce intercetti e leadership, ma a 33 anni compiuti non ha più la corsa per coprire le due fasi su 90 minuti contro avversari di alto livello.
La fascia sinistra è il secondo punto interrogativo. L’addio di Marcelo non è stato ancora colmato: Caio Henrique e Alex Sandro sono giocatori di rango, ma nessuno ha la spinta offensiva che la fascia di Vinicius richiede. Infine, l’età media elevata di alcuni titolari – Casemiro, Alex Sandro e Marquinhos viaggiano oltre i 30 anni – può pesare in un torneo a 48 squadre con sette gare potenziali in poco più di un mese.
Il cammino di qualificazione
Il Brasile ha ottenuto la matematica certezza del pass per i Mondiali 2026 il 10 giugno 2025, con la vittoria 1-0 sul Paraguay alla Neo Química Arena di San Paolo, decisa da un gol di Vinicius Junior nel finale di primo tempo. La classifica finale del girone unico CONMEBOL ha però restituito un Brasile ferito nell’orgoglio: solo quinto posto, alle spalle di Argentina, Ecuador, Colombia e Uruguay, e davanti soltanto a Paraguay e Bolivia tra le qualificate.
Il bilancio complessivo parla di otto vittorie, quattro pareggi e sei sconfitte in 18 gare, con 24 gol fatti e 17 subiti. Il momento più nero è stato il 4-1 incassato a Buenos Aires il 25 marzo 2025, che è costato la panchina a Dorival Júnior e ha aperto la strada all’arrivo di Ancelotti. La sconfitta più dolorosa di Re Carlo è quella di El Alto del 9 settembre 2025: 1-0 in altitudine, gol di Miguel Terceros su rigore nel recupero del primo tempo. Tra i risultati più convincenti spiccano la vittoria 1-0 sul Paraguay del 10 giugno 2025 e il 3-0 al Cile del 4 settembre 2025 al Maracanã, con la prima rete in nazionale del giovane Estêvão.
| Posizione | Squadra | Punti | G | V | N | P |
| 1 | Argentina | 38 | 18 | 12 | 2 | 4 |
| 2 | Ecuador* | 29 | 18 | 8 | 8 | 2 |
| 3 | Colombia | 28 | 18 | 7 | 7 | 4 |
| 4 | Uruguay | 28 | 18 | 7 | 7 | 4 |
| 5 | Brasile | 28 | 18 | 8 | 4 | 6 |
| 6 | Paraguay | 28 | 18 | 7 | 7 | 4 |
| 7 | Bolivia (playoff) | 20 | 18 | 6 | 2 | 10 |
*Ecuador penalizzato di 3 punti per il caso Byron Castillo riferito alle qualificazioni precedenti.
Storia del Brasile ai Mondiali
Il Brasile è la nazionale più titolata della storia del Mondiale, con cinque trionfi (1958, 1962, 1970, 1994 e 2002) che valgono il soprannome di Pentacampeões. È inoltre l’unica selezione ad aver disputato tutte le edizioni del torneo dal 1930, con sette finali giocate e numerosi piazzamenti tra i primi quattro posti.
Il primo titolo arrivò a Stoccolma nel 1958: il giovanissimo Pelé devastò la Svezia padrona di casa con due gol nel 5-2 della finale. Quattro anni dopo in Cile, senza Pelé infortunato per quasi tutto il torneo, fu Garrincha a guidare i verdeoro al bis sulla Cecoslovacchia (3-1). Il Mondiale di Messico 1970, vinto 4-1 sull’Italia con il leggendario gol di Carlos Alberto, è considerato il torneo della miglior nazionale di sempre: Pelé, Jairzinho, Tostão, Gerson e Rivelino chiusero un ciclo che permise al Brasile di tenersi definitivamente la coppa Rimet.
Dopo 24 anni di astinenza arrivò il quarto titolo a USA 1994, conquistato ai rigori contro l’Italia di Sacchi nella torrida finale di Pasadena (3-2 dopo lo 0-0 dei supplementari), con i decisivi errori azzurri di Baresi, Massaro e Roberto Baggio. Il quinto e ultimo trionfo è quello di Corea-Giappone 2002: Ronaldo il Fenomeno trascinò la squadra di Scolari fino al 2-0 sulla Germania nella finale di Yokohama.
Da allora solo delusioni: i quarti contro la Francia di Zidane nel 2006, contro l’Olanda di Robben nel 2010, l’umiliazione del 7-1 contro la Germania nelle semifinali casalinghe del 2014, ancora i quarti contro il Belgio nel 2018 e contro la Croazia di Modric ai rigori in Qatar 2022. Una sequenza che pesa sull’ambiente e che spiega l’investimento sulla figura di Ancelotti.
Girone C e calendario Brasile Mondiali 2026
Il sorteggio del Kennedy Center di Washington ha consegnato al Brasile il Girone C, con Marocco, Haiti e Scozia. Sulla carta è un raggruppamento alla portata, ma il Marocco è la stessa nazionale che in Qatar 2022 raggiunse le semifinali eliminando Belgio, Spagna e Portogallo. La Scozia di Steve Clarke è una squadra fisica con Scott McTominay (Napoli) come leader, mentre Haiti torna ai Mondiali a oltre 50 anni di distanza dalla prima e unica partecipazione del 1974.
I convocati del Brasile ai Mondiali 2026 apriranno il torneo a New York/New Jersey. Tutti gli incontri della rassegna iridata saranno trasmessi in chiaro su Rai 1 e RaiPlay per il pacchetto da 35 partite acquisito dal servizio pubblico (incluse partita inaugurale, semifinali e finale), mentre il pacchetto integrale delle 104 gare sarà disponibile in streaming a pagamento su DAZN, di cui 69 in esclusiva. Tutti gli orari indicati sono in CEST (ora italiana legale).
| Data | Partita | Orario CEST | Stadio |
| Sab 13/06 – Dom 14/06 | Brasile – Marocco | 00:00 (notte tra il 13 e il 14) | New York/New Jersey Stadium (MetLife) |
| Ven 19/06 – Sab 20/06 | Brasile – Haiti | 02:30 (notte tra il 19 e il 20) | Philadelphia Stadium (Lincoln Financial Field) |
| Mer 24/06 – Gio 25/06 | Scozia – Brasile | 00:00 (notte tra il 24 e il 25) | Miami Stadium (Hard Rock) |
Tutte e tre le partite del Brasile cadranno in fasce notturne per il pubblico italiano, complice la differenza di sei ore con la East Coast statunitense. La prima classificata del Girone C affronterà ai sedicesimi la seconda del Girone F (che comprende Olanda, Giappone, Svezia e Tunisia) il 29 giugno all’NRG Stadium di Houston; la seconda del Girone C incrocerà la prima del Girone F lo stesso 29 giugno a Monterrey, all’Estadio BBVA.
Quote e pronostico Brasile Mondiali 2026
I bookmaker italiani non considerano i verdeoro la favorita assoluta del torneo. Spagna campione d’Europa e Inghilterra di Tuchel guidano la lavagna, seguite da Francia, Argentina e appunto Brasile in un gruppetto compatto. Per la Seleção la quota antepost vincente Mondiale presso i principali operatori italiani (Snai, Eurobet, Goldbet) si attesta intorno a 9.00, valore che implica una probabilità intorno all’11%.
Il primo posto nel Girone C è considerato lo scenario più probabile (quote intorno a 1.50-1.65), con il Marocco principale outsider per la testa del raggruppamento. La qualificazione tra le prime due è data come quasi scontata, mentre il passaggio fino ai quarti di finale paga circa 2.20-2.50 e l’arrivo in semifinale viaggia tra 3.50 e 4.00. Le quote sui Mondiali 2026 sono in continua evoluzione e variano sensibilmente da operatore a operatore.
| Mercato | Quota indicativa |
| Brasile vincitore Mondiale 2026 | 8.00 – 9.00 |
| Brasile vincitore Girone C | 1.50 – 1.65 |
| Brasile in semifinale | 3.50 – 4.00 |
| Brasile in finale | 5.50 – 6.50 |
| Vinicius Junior capocannoniere | 15.00 – 18.00 |
Quote rilevate ad aprile 2026, soggette a costanti aggiornamenti presso i bookmaker. Si consiglia di consultare le piattaforme licenziate ADM per i valori aggiornati al momento della giocata.
Il pronostico è cauto ma non timido: il Brasile ha tutto per arrivare almeno fino ai quarti di finale, e l’effetto Ancelotti – soprattutto nelle gare a eliminazione diretta, dove il tecnico di Reggiolo ha un palmarès ineguagliabile – può fare la differenza nelle notti decisive. La finale è obiettivo realistico ma non scontato; l’incrocio probabile con Inghilterra, Spagna o Argentina nelle fasi finali sarà il vero crash test. Per maggiori dettagli su squadre e pronostici, consulta il nostro hub Mondiali 2026.
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20Bet Vantaggi
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Conclusioni sul mondiale del Brasile
Il Brasile arriva in Nord America con un mix che non si vedeva da tempo: l’esperienza di un allenatore italiano vincente, una generazione di giovani talenti pronta a esplodere e la pressione di un’attesa lunga 24 anni. Le quote raccontano una favorita di seconda fascia, ma il calcio dei tornei brevi è un terreno dove un singolo lampo di Vinicius o un sigillo di Ancelotti possono ribaltare ogni pronostico. La macchina della Seleção dovrà però superare almeno un esame tosto già nella fase a gironi – il Marocco – e dimostrare di aver davvero archiviato i fantasmi del 7-1 di Belo Horizonte.
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