Il girone C dei Mondiali 2026 mette di fronte il Brasile cinque volte campione del mondo, il Marocco semifinalista in Qatar, la Scozia di McTominay che torna alla fase finale dopo 28 anni e Haiti, presenza-sorpresa che mancava dall’edizione 1974. Sulla carta un raggruppamento squilibrato in vetta a favore della Seleção di Carlo Ancelotti, ma con un sottobosco di insidie e un secondo posto tutto da decidere, in particolare nella sfida diretta tra Leoni dell’Atlante e Tartan Army.

Girone C Mondiali 2026: panoramica
Il gruppo C Mondiali 2026 è uno di quei raggruppamenti che le quote definiscono “a due velocità”: il Brasile come prima forza assoluta, il Marocco come seconda potenza tecnica, poi due outsider – Scozia e Haiti – chiamate a giocarsi qualifica e gloria. Il sorteggio del 5 dicembre 2025 al Kennedy Center di Washington ha collocato i verdeoro in prima fascia e i marocchini in seconda, mentre la Scozia arriva dalla terza e Haiti dalla quarta.
Il calendario del girone C dei Mondiali 2026 apre il 13 giugno con Brasile-Marocco al MetLife Stadium di East Rutherford, in una sorta di anticipazione della finalissima che lo stesso impianto ospiterà il 19 luglio. La fase a gironi si chiude il 24 giugno (ora locale statunitense, ovvero la notte tra il 24 e il 25 giugno per il pubblico italiano) con i due match in contemporanea Scozia-Brasile a Miami e Marocco-Haiti ad Atlanta. Per le due prime classificate, le seconde di ogni gruppo e le otto migliori terze c’è la novità dei sedicesimi di finale, introdotti per il nuovo formato a 48 squadre. La lavagna dei bookmaker indica il Brasile come favorito netto sia per il primo posto sia per il passaggio del turno; il Marocco resta invece il secondo nome più quotato per la qualificazione.
Brasile: Ancelotti e una rosa da sesto titolo
La Seleção arriva ai Mondiali 2026 con una novità storica: per la prima volta sulla panchina verdeoro siede un commissario tecnico straniero, l’italiano Carlo Ancelotti. Il tecnico di Reggiolo, con un contratto da circa 10 milioni di euro l’anno più bonus, ha debuttato il 5 giugno 2025 contro l’Ecuador e nelle prime otto partite ha collezionato quattro vittorie, due pareggi e due sconfitte, qualificando ufficialmente il Brasile al torneo iridato. Ad aprile 2026 l’accordo per il rinnovo del contratto fino al 2030 è stato confermato pubblicamente dal presidente della CBF Samir Xaud, sancendo definitivamente la sua leadership in vista del nuovo ciclo che porterà fino al Mondiale di Spagna, Portogallo e Marocco.
Il Brasile ha chiuso le qualificazioni sudamericane al quinto posto con 28 punti, un piazzamento molto al di sotto degli standard storici della nazionale, che non vince la Coppa del Mondo dal 2002 e il cui miglior risultato dopo Yokohama resta il quarto posto in casa nel 2014, segnato dall’umiliante 7-1 subito contro la Germania in semifinale. Ancelotti ha già anticipato che la lista dei 26 sarà comunicata nelle settimane immediatamente precedenti il torneo: certo del posto Danilo, alla sua terza partecipazione mondiale dopo il rilancio al Flamengo, mentre permangono dubbi sulla condizione fisica di Neymar, escluso dalle convocazioni nelle ultime finestre FIFA.
Il modulo di riferimento è il 4-3-3 ad assetto fluido. In porta Alisson Becker del Liverpool resta la prima scelta, con Ederson (Fenerbahçe) alle spalle. In difesa la coppia Marquinhos-Gabriel Magalhães è consolidata, con Wesley Franca pronto a rilevare Vanderson sulla destra e Alex Sandro a sinistra. A centrocampo il riferimento è il duo Bruno Guimarães-Casemiro, quest’ultimo già allenato da Ancelotti al Real Madrid. Davanti, l’attacco brilla di nomi: Vinicius Junior, Raphinha, Matheus Cunha ed Estêvão compongono un reparto tra i più talentuosi del torneo. La sede del ritiro sarà il Columbia Park Training Center di Morristown, in New Jersey: si tratta del centro tecnico di proprietà della Red Bull strappato in extremis alla concorrenza francese, scelto per la sua vicinanza al MetLife Stadium e alla città di Philadelphia, dove la Seleção giocherà la seconda partita del girone.

Marocco: l’eredità di Regragui e la sfida Ouahbi
Il Marocco arriva al Mondiale con un quadro tecnico ridisegnato. Walid Regragui, l’uomo della storica semifinale di Qatar 2022, ha presentato le dimissioni alla Federcalcio marocchina il 6 febbraio 2026, pochi giorni dopo la sconfitta nella finale della Coppa d’Africa giocata in casa contro il Senegal, ai supplementari, con un rigore decisivo fallito da Brahim Díaz nei minuti finali. La separazione è stata ufficializzata con una conferenza stampa il 5 marzo 2026. Al suo posto è arrivato Mohamed Ouahbi, classe 1976, ex tecnico delle giovanili dell’Anderlecht e selezionatore campione del mondo Under 20 con il Marocco a ottobre 2025 in Cile, dove aveva eliminato la Francia in semifinale ai rigori prima di battere l’Argentina 2-0 nella finale di Santiago.
Il Marocco era stato tra le prime nazioni africane a qualificarsi ai Mondiali 2026, dominando il proprio girone delle qualificazioni africane. La rosa resta una delle più talentuose del continente. Capitano è Achraf Hakimi, il terzino destro del PSG che nella scorsa stagione europea ha trovato anche gol pesanti nelle fasi finali della Champions League. In difesa centrale il riferimento è Nayef Aguerd, affiancato dal manchesteriano Noussair Mazraoui sulla corsia opposta. A centrocampo Sofyan Amrabat, già perno della cavalcata in Qatar, garantisce equilibrio assieme ad Azzedine Ounahi.
In attacco la fantasia è affidata a Brahim Díaz, sempre più leader tecnico del gruppo, e a Bilal El Khannouss. Punto interrogativo Hakim Ziyech, fuori dalle ultime convocazioni per problemi di condizione. Riferimento offensivo Youssef En-Nesyri, capocannoniere nelle qualificazioni africane assieme ad Ayoub El Kaabi. Amine Adli del Bournemouth e Chadi Riad del Crystal Palace completano un reparto giovane ma ad alto potenziale. La domanda è una: Ouahbi avrà il tempo di calibrare i meccanismi prima del 13 giugno? Il tecnico ex Under 20, vice João Sacramento, ha potuto lavorare con la prima squadra solo a partire dalle amichevoli di marzo contro Ecuador e Paraguay, una preparazione molto compressa per uno dei gruppi più ambiziosi del torneo.
Scozia: ritorno atteso, cuore e intensità britannica
La Scozia torna ai Mondiali dopo 28 anni di assenza: l’ultima volta era stata Francia 1998. La qualificazione è arrivata in maniera spettacolare nello scontro diretto contro la Danimarca all’Hampden Park il 18 novembre 2025, con un 4-2 firmato da due reti negli ultimi minuti (compreso il sigillo di McLean al 93′) che ha mandato in delirio la Tartan Army. Steve Clarke, in panchina dal 2019, ha chiuso il girone europeo a quota 13 punti, davanti ai danesi fermi a 11.
Il punto di forza degli scozzesi è il centrocampo, popolato da giocatori che militano nelle prime due divisioni italiane. Scott McTominay del Napoli, autore di una rovesciata spettacolare al 3′ nel decisivo Scozia-Danimarca, è il vero faro tecnico ed emotivo. Al suo fianco Billy Gilmour, sempre del Napoli, e Lewis Ferguson del Bologna garantiscono qualità in mezzo al campo. John McGinn dell’Aston Villa rappresenta l’esperienza, Lennon Miller dell’Udinese – classe 2006 – la scommessa giovane.
In porta Angus Gunn del Nottingham Forest è il titolare, con Liam Kelly dei Rangers alle spalle. La difesa ruota intorno al capitano Andy Robertson del Liverpool sulla fascia sinistra, con Kieran Tierney del Celtic e John Souttar dei Rangers nella zona centrale. Aaron Hickey del Brentford resta in dubbio per un infortunio recente. Davanti, le opzioni principali sono Che Adams del Torino, George Hirst dell’Ipswich e Lyndon Dykes del Birmingham. Modulo di riferimento il 4-2-3-1 con variazioni sul 4-4-2: compattezza difensiva, pressing alto a tratti, ripartenze veloci, dominio fisico sulle seconde palle. Niente possesso fine a sé stesso, ma controllo dei ritmi – un pragmatismo tipicamente britannico che in qualificazione ha funzionato perfettamente. Resta un dato pesante: la Scozia, in otto precedenti partecipazioni al Mondiale, non ha mai superato la fase a gironi. Il salto mentale oltre quel confine storico è il vero banco di prova per il gruppo di Clarke.

Haiti: l’esilio forzato e il sogno di una nazione
Il quarto componente del girone C coppa del mondo 2026 è la storia più toccante del torneo. Haiti torna ai Mondiali dopo 52 anni, dall’unica precedente partecipazione del 1974 in Germania Ovest. La qualificazione è stata centrata il 19 novembre 2025 con un 2-0 sul Nicaragua, giocato a Willemstad in Curaçao perché Haiti non ha potuto disputare nemmeno una gara delle qualificazioni in patria: lo Stade Sylvio Cator di Port-au-Prince è infatti inutilizzabile a causa della violenza delle gang criminali che dal 2024 controllano gran parte della capitale. La nazionale haitiana ha chiuso al primo posto un gruppo CONCACAF complesso, davanti a Honduras, Costa Rica e Nicaragua, con un percorso fatto di 3 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta.
Il commissario tecnico è il francese Sébastien Migné, 53 anni, alla guida di Haiti dal 2024 dopo aver allenato in passato Repubblica del Congo, Kenya, Guinea Equatoriale e lo storico club sudafricano Marumo Gallants, oltre ad aver lavorato con il Camerun da vice di Rigobert Song. Particolarità storica: Migné non aveva mai messo piede sull’isola al momento della qualificazione. “Mi davano le informazioni sui giocatori al telefono, così ho gestito la squadra da remoto”, ha raccontato il tecnico, riassumendo il paradosso di una nazionale in esilio forzato. La prima trasferta sull’isola sarebbe stata possibile solo a partire da gennaio 2026, in occasione dell’apertura del campionato locale per una sessione di scouting.
La rosa attinge in gran parte dai campionati nordamericani e dalla diaspora europea. Il giocatore di maggior caratura europea è Jean-Ricner Bellegarde, centrocampista del Wolverhampton, ex Strasburgo. Tra gli attaccanti spicca Duckens Nazon, attaccante che gioca in Iran all’Esteghlal e che a 31 anni resta il riferimento offensivo della squadra, capocannoniere delle qualificazioni CONCACAF. Da seguire anche Ruben Providence, autore del raddoppio decisivo contro il Nicaragua, Louicius Don Deedson, eroe della stessa partita con il vantaggio iniziale, e Hannes Delcroix in difesa. È una squadra giovane, scarsamente quotata, che pesca dalla diaspora un’identità calcistica costruita lontano da casa. La forza del gruppo è simbolica più che tecnica: in un Paese dove gran parte della capitale è in mano alle bande criminali, questa qualificazione vale come un messaggio politico oltre che sportivo. Sul piano puramente agonistico, però, il gap con le altre tre formazioni del girone resta evidente.
Calendario Girone C Mondiali 2026
Di seguito il calendario completo del gruppo C Mondiali 2026 con orari italiani (CEST). Tutti gli incontri si disputano negli Stati Uniti.
| Data e ora (CEST) | Partita | Stadio | Giornata |
| 14/06/2026 – ore 00:00 | Brasile – Marocco | MetLife Stadium, East Rutherford (NY/NJ) | 1ª |
| 14/06/2026 – ore 03:00 | Haiti – Scozia | Gillette Stadium, Foxborough (Boston) | 1ª |
| 20/06/2026 – ore 00:00 | Scozia – Marocco | Gillette Stadium, Foxborough (Boston) | 2ª |
| 20/06/2026 – ore 02:30 | Brasile – Haiti | Lincoln Financial Field, Philadelphia | 2ª |
| 25/06/2026 – ore 00:00 | Scozia – Brasile | Hard Rock Stadium, Miami | 3ª |
| 25/06/2026 – ore 00:00 | Marocco – Haiti | Mercedes-Benz Stadium, Atlanta | 3ª |
Gli orari sono tutti notturni per il pubblico italiano: la maggior parte dei match del girone si gioca tra mezzanotte e le 3 ora italiana, con un’unica eccezione nella terza giornata (entrambe le partite in contemporanea a mezzanotte CEST). In Italia, la copertura televisiva dei Mondiali 2026 è affidata a Rai e DAZN: la tv di Stato trasmette 35 partite in chiaro (la quasi totalità su Rai 1, con streaming su RaiPlay), tra cui figura Brasile-Marocco della prima giornata; DAZN trasmette in streaming tutti i 104 incontri della manifestazione. Sky, che aveva acquistato i diritti l’ultima volta nel 2014, si è defilata dalla corsa.
Quote e pronostico Girone C Mondiali 2026
Le quote per il girone C Mondiali 2026 raccontano una gerarchia molto netta. Il Brasile è considerato il favorito assoluto, mentre il Marocco è quotato come l’unica vera alternativa al primo posto. Scozia e Haiti vengono date come outsider di livello molto diverso tra loro: la Tartan Army ha possibilità concrete di passaggio del turno come migliore terza, Haiti viene considerata praticamente fuori dai giochi.
| Squadra | Quota vincente Girone C |
| Brasile | 1.16 |
| Marocco | 7.00 |
| Scozia | 13.00 |
| Haiti | 101.00 |
Quote aggiornate all’11 maggio 2026. Le quote sono in costante aggiornamento presso i bookmaker e possono variare in qualunque momento.
La quota del Brasile attorno a 1.16 è coerente con un valore tecnico complessivo nettamente superiore: rosa di livello mondiale, allenatore esperto, esordio favorevole sul piano dell’avversario percepito. Il Marocco a 7.00 sconta soprattutto il cambio di guida tecnica avvenuto a marzo e la necessità di amalgama in tempi stretti, ma resta una squadra che in Qatar ha eliminato Spagna e Portogallo nei turni a eliminazione diretta. La Scozia a 13.00 è il classico azzardo per chi cerca alto valore: per vincere il girone dovrebbero accadere parecchie cose, ma il secondo posto è obiettivo realistico a patto di battere Haiti nella giornata d’apertura. Haiti a oltre 100 è la quota da scommessa simbolica, coerente con il dislivello tecnico evidenziato.
Il pronostico ragionevole: primo posto Brasile, secondo posto Marocco, con la Scozia che si gioca il passaggio come migliore terza grazie a una possibile vittoria contro Haiti nella giornata d’apertura. La sfida chiave del girone è Scozia-Marocco del 19 giugno a Boston (notte del 20 giugno per gli italiani): chi vince ipoteca la seconda posizione, chi perde rischia di dover puntare tutto sulla terza giornata. Per maggiori approfondimenti consulta la nostra panoramica completa dei gironi e l’hub Mondiali 2026.
97/100
Valutazione
BetLabel Vantaggi
- Interfaccia sempre chiara e facile da navigare
- Collaborazione con Curaçao e-Gaming per gli e-sport
- Quote sugli eventi tra le più alte del mercato
Consigli finali sul girone C Mondiali 2026
Il girone C Mondiali 2026 è, in sintesi, un raggruppamento dal vincitore quasi annunciato ma con una battaglia aperta per il secondo e terzo posto. La Seleção di Ancelotti parte con i favori del pronostico, ma dovrà evitare distrazioni: in Qatar il Marocco aveva sorpreso il calcio mondiale, e con un Hakimi in forma da Pallone d’Oro le insidie non mancheranno. La Scozia di McTominay porta entusiasmo e identità tattica, Haiti il valore simbolico di una nazione che cerca un attimo di luce attraverso il calcio. Per gli scommettitori italiani il vero spazio di valore non è sulla vincente del girone – troppo blindata dal Brasile – ma sui mercati secondari: secondo classificato, passaggio del turno come terza, scontri diretti tra Marocco e Scozia, marcatori e Over/Under nelle partite della Seleção.
Gioca con la testa: responsabilità, maggiore età e licenza ADM
Le quote, i pronostici e le analisi pubblicate in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e di approfondimento giornalistico-sportivo. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni ed è consentito esclusivamente presso operatori in possesso di concessione rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), l’autorità italiana che vigila sul settore. Verifica sempre la presenza del logo ADM e del numero di concessione sul sito del bookmaker che intendi utilizzare: è la garanzia minima di legalità e tutela del giocatore.
Le scommesse sportive comportano un rischio concreto di perdita economica. Nessuna previsione, per quanto accurata, può eliminare l’elemento aleatorio: il risultato di una partita di calcio dipende da decine di variabili non controllabili, e nessuna analisi statistica garantisce un esito. Gioca solo somme che puoi permetterti di perdere senza compromettere il tuo equilibrio economico, familiare o lavorativo. Stabilisci in anticipo un budget mensile, evita di rincorrere le perdite raddoppiando le puntate e non utilizzare mai il gioco come fonte di reddito o come via di uscita da difficoltà finanziarie.
Il gioco d’azzardo può generare dipendenza patologica (Disturbo da Gioco d’Azzardo, riconosciuto dal DSM-5). Tra i segnali d’allarme: pensiero ricorrente al gioco, necessità di puntare somme crescenti, irritabilità quando si tenta di smettere, menzogne ai familiari sul tempo e sul denaro spesi, isolamento sociale. Se riconosci uno o più di questi sintomi in te stesso o in una persona vicina, esistono in Italia servizi gratuiti di supporto: il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al gioco d’azzardo dell’Istituto Superiore di Sanità (800 558822) offre ascolto, orientamento e sostegno in modo anonimo. Anche i Servizi per le Dipendenze (Ser.D.) delle ASL territoriali offrono percorsi di cura specifici.
Tutti i siti di scommesse autorizzati ADM mettono a disposizione strumenti di auto-tutela: limiti di deposito giornalieri, settimanali e mensili; auto-esclusione temporanea o definitiva dal conto di gioco; possibilità di iscriversi al Registro Unico degli Auto-esclusi (RUA), che blocca l’accesso a tutti gli operatori legali in Italia. Conoscere e utilizzare questi strumenti è il primo passo verso un rapporto sano con il gioco. ForEurope.eu ricorda che il divertimento e l’intrattenimento devono restare l’unica motivazione al gioco: nel momento in cui scommettere smette di essere un passatempo e diventa un’ossessione, è tempo di fermarsi e chiedere aiuto.






















Nota: tutte le informazioni sul nostro sito Web sono state attentamente controllate. Tuttavia, a causa delle offerte in continua evoluzione dei fornitori di scommesse sportive, potrebbero verificarsi delle deviazioni. In particolare, ti invitiamo a ricontrollare le quote e le offerte di bonus sul sito web del relativo fornitore. Si applicano i termini e le condizioni del fornitore. Segnaliamo inoltre che le scommesse sportive possono creare dipendenza! Scommettere dovrebbe essere divertente, gioca in modo responsabile! È consentito scommettere solo a partire dai 18 anni.