Il Girone A Mondiali 2026 aprirà ufficialmente la rassegna iridata l’11 giugno con Messico-Sudafrica all’Estadio Azteca di Città del Messico. Quattro nazionali, tre continenti, un padrone di casa di lusso: El Tri di Javier Aguirre parte favorito, ma Repubblica Ceca, Corea del Sud e i Bafana Bafana hanno argomenti per complicare i piani. In questo approfondimento trovi rose, calendario completo in ora italiana, quote e pronostico finale.

Girone A panoramica: le quattro squadre del gruppo a Mondiali 2026
Il sorteggio del 5 dicembre 2025 al John F. Kennedy Center for the Performing Arts di Washington D.C. ha consegnato al Messico un girone tutt’altro che impossibile. Il gruppo a Mondiali 2026 mette di fronte una potenza CONCACAF padrona di casa, una scuola europea di rientro dopo vent’anni, una storica asiatica con una continuità da record e una rivelazione africana. Sulla carta il girone a Coppa del Mondo 2026 sembra il classico raggruppamento a due velocità, ma con la nuova formula a 48 squadre e il passaggio del turno garantito anche per le otto migliori terze, ogni punto pesa il doppio.
Il Messico ha il vantaggio dell’altitudine – Città del Messico e Guadalajara come basi per due delle tre gare – e di una base CONCACAF che ha portato in bacheca Nations League e Gold Cup nel 2025. La Repubblica Ceca, qualificata ai playoff superando la Danimarca ai rigori il 31 marzo 2026, riporta sulla scena mondiale Patrik Schick e una scuola tecnica che mancava dal 2006. La Corea del Sud di Hong Myung-bo è imbattuta da nove trasferte e si presenta con Son Heung-min capitano, Kim Min-jae al Bayern e Lee Kang-in al PSG. Il Sudafrica chiude un’attesa di sedici anni: i Bafana Bafana non vedevano un Mondiale dal 2010 quando furono Paese ospitante.
Messico: il padrone di casa del Girone A Mondiali 2026
Il Messico arriva al terzo Mondiale organizzato in casa, primo Paese nella storia a riuscirci. In panchina c’è Javier Aguirre, alla sua terza esperienza da CT, dopo le edizioni 2002 e 2010 chiuse entrambe agli ottavi. Il “Vasco” ha preso il posto di Jaime Lozano nel luglio 2024 dopo il flop in Copa America e lascerà comunque il timone a Rafael Márquez al termine del torneo, in un accordo già firmato dalla FMF.
El Tri ha vissuto un 2025 spaccato in due: dominio CONCACAF con la doppietta Nations League-Gold Cup nella prima metà dell’anno, poi sei partite senza vittorie a chiudere il 2025, fino alla sconfitta contro il Paraguay che ha rimesso in discussione molte certezze. Le amichevoli di marzo 2026 contro Portogallo e Belgio sono servite ad Aguirre per rivedere gerarchie e modulo, mentre la finestra di maggio porta in dote i test contro Australia, Ghana e Serbia. Il debutto Mondiale all’Azteca contro il Sudafrica è in calendario per l’11 giugno.
La rosa mescola veterani e nuova generazione. In porta la storica certezza Guillermo Ochoa, con oltre 150 presenze in nazionale, contende il posto a Luis Malagón del Club América. Difesa imperniata su Johan Vásquez (Genoa), unico vero centrale di piede sinistro convocabile, César Montes (Lokomotiv Mosca) e Jorge Sánchez (PAOK). A centrocampo Edson Álvarez resta il punto di riferimento, mentre Aguirre ha sorpreso lasciando fuori dalla lista preliminare Liga MX nomi come Erick Sánchez e Carlos Rodríguez. L’attacco ruota attorno a Raúl Jiménez (Fulham) e Santiago Giménez (Milan), con l’innesto del fenomeno Gilberto Mora – appena 17 anni – pronto a debuttare a un Mondiale come uno dei più giovani di sempre. Da seguire anche Obed Vargas, mediano passato a febbraio 2026 dal Seattle Sounders all’Atlético Madrid.
Punti di forza: fattore casa, esperienza internazionale, vantaggio dell’altitudine all’Azteca e a Guadalajara. Criticità: tenuta nervosa nelle fasi calde e un settimo ottavo di finale di fila che pesa come un macigno. Per approfondire le altre composizioni puoi consultare tutti i gironi dei Mondiali 2026.

Repubblica Ceca nel Girone A Mondiali 2026: il ritorno di Schick
Per la Repubblica Ceca è una qualificazione attesa vent’anni esatti. L’ultima partecipazione iridata della nazione indipendente risale al 2006, quando uscì agli ottavi contro il Ghana. Il percorso verso il Mondiale 2026 è stato tormentato: dopo un avvio incoraggiante nel gruppo L, la clamorosa sconfitta esterna 2-1 contro le Isole Faroe il 12 ottobre 2025 ha innescato il terremoto in panchina, con l’esonero di Ivan Hašek annunciato il 15 ottobre dalla federazione ceca.
L’incarico è passato prima a Radoslav Kováč ad interim, poi a Miroslav Koubek, scelto come CT definitivo, profondo conoscitore del calcio nazionale ed ex tecnico del Viktoria Plzeň guidato in tre cicli diversi. Koubek ha riassestato la squadra con un 3-4-2-1 che valorizza i trequartisti e i meccanismi di ripartenza. La sua impronta è chiara: solidità prima, qualità nelle uscite.
La qualificazione è arrivata via playoff europei. Dopo la rocambolesca semifinale del 26 marzo 2026 vinta ai rigori contro l’Irlanda alla Fortuna Arena, il 31 marzo all’Epet Arena di Praga la Cechia ha battuto la Danimarca 3-1 ai rigori dopo il 2-2 maturato tra tempi regolamentari e supplementari, conquistando l’ultimo pass UEFA in palio per quella zona di tabellone. Decisive le parate del portiere Matěj Kovář e il rigore conclusivo trasformato da Michal Sadílek: una sera che ha sancito il ritorno sulla scena mondiale.
La stella è Patrik Schick del Bayer Leverkusen, capocannoniere della nazionale e tra i protagonisti del titolo di Bundesliga 2023-24. Accanto a lui, Adam Hložek (Hoffenheim, ex Leverkusen) garantisce gamba e qualità, Tomáš Souček (West Ham) è la cerniera tra centrocampo e difesa, Vladimír Coufal (Hoffenheim) presidia la fascia destra dopo l’addio agli Hammers. In porta Matěj Kovář (PSV Eindhoven, riscattato definitivamente dal Bayer Leverkusen a gennaio 2026) ha definitivamente scalzato Jindřich Staněk. Tomáš Chorý del Plzeň è la prima punta scelta da Koubek per le partite ad alta densità fisica. Il valore della rosa è inferiore a quello di Messico e Corea del Sud, ma la profondità tecnica e un blocco di giocatori in club di Bundesliga, Premier League ed Eredivisie rendono i cechi tutto fuorché una squadra materasso.
Corea del Sud: i Tigri Asiatiche con il Son ultimo ballo
Per la Corea del Sud è l’undicesima qualificazione consecutiva ai Mondiali, una continuità che resta seconda solo a Brasile, Germania, Argentina e Spagna. La quarta posizione del 2002 (in casa) rimane il miglior risultato di sempre; nel 2022 gli ottavi furono il punto d’arrivo dell’era Paulo Bento.
Sulla panchina dei Taegeuk Warriors siede dal luglio 2024 Hong Myung-bo, già CT tra il 2013 e il 2014 e bandiera del quarto posto 2002 da giocatore. Il suo ritorno ha trasformato la squadra: dal suo insediamento la Corea ha collezionato una lunga striscia di risultati utili e una serie aperta di nove partite imbattute in trasferta. Le qualificazioni al terzo round AFC sono state chiuse a punteggio quasi pieno, con un blocco di vittorie e pareggi che ha tenuto a distanza Iraq e Giordania.
La squadra è costruita attorno a un 4-2-3-1 elastico. Son Heung-min, ai Los Angeles FC in MLS dall’agosto 2025 dopo il lungo ciclo Tottenham, è il capitano e il punto di riferimento offensivo: gli oltre 130 caps e 50 reti in nazionale lo collocano stabilmente nella ristretta cerchia dei migliori marcatori asiatici di tutti i tempi. La spina dorsale è di altissimo livello: Kim Min-jae al Bayern Monaco è uno dei centrali più completi del calcio europeo, Lee Kang-in al Paris Saint-Germain garantisce qualità sulla trequarti.
Tra i pali Jo Hyeon-woo è tornato titolare. Nelle ultime amichevoli sono spuntati anche profili giovani come Yang Min-hyeok (Tottenham) e l’attaccante Oh Hyeon-gyu (Genk). Una rosa che, secondo gli addetti ai lavori internazionali, è tra le più in forma del torneo. Il punto debole resta storicamente la finalizzazione: troppi possessi senza lucidità nell’ultimo terzo di campo. Per Son e compagni, il Mondiale 2026 ha tutti i contorni dell’ultima vera occasione.
Sudafrica: i Bafana Bafana di nuovo in scena dopo sedici anni
Il Sudafrica vive il suo Mondiale del rientro. L’ultima volta era stata nel 2010 da Paese ospitante; l’ultima qualificazione “sul campo” addirittura nel 2002. Il pass è arrivato il 14 ottobre 2025 con il 3-0 al Ruanda nell’ultima giornata del Gruppo C delle qualificazioni africane, decisivo per superare in extremis Benin e Nigeria di Osimhen (che ha poi giocato i playoff intercontinentali).
In panchina c’è il belga Hugo Broos, classe 1952, già campione d’Africa con il Camerun nel 2017. Il tecnico fiammingo ha costruito il progetto in tre anni e mezzo, ricevendo dalla federazione carta bianca su un ricambio generazionale spinto. Il percorso di qualificazione non è stato privo di scossoni: a fine settembre 2025 la FIFA ha assegnato a tavolino una sconfitta 0-3 ai Bafana Bafana per aver schierato Teboho Mokoena squalificato contro il Lesotho, complicando i conti del girone fino all’ultima giornata.
Lo scheletro è un 4-2-3-1 di transizione veloce. Ronwen Williams, capitano e portiere dei Mamelodi Sundowns, è considerato uno dei migliori numeri uno africani: protagonista assoluto in Coppa d’Africa 2023 con i rigori parati contro Capo Verde. In difesa Mbekezeli Mbokazi e Khuliso Mudau formano il blocco centrale, con il giovane Samukelo Kabini in crescita.
A centrocampo Teboho Mokoena (Sundowns) è il regista, affiancato da Bathusi Aubaas. Sulla trequarti il talento più discusso è Relebohile Mofokeng dell’Orlando Pirates, esterno offensivo classe 2004 inseguito dai principali club di Premier League. Davanti il riferimento è Lyle Foster, centravanti del Burnley, supportato da Evidence Makgopa e dall’esperienza di Percy Tau (oggi al Qatar SC). La squadra è giovane, generosa, fisicamente straordinaria, ma l’inesperienza ad alti livelli e un valore di mercato totale modesto rendono molto difficile pensare a una qualificazione diretta. Il sogno realistico è agganciare il piazzamento tra le otto migliori terze. Per il quadro completo della competizione un riferimento utile è anche il sito ufficiale dei Mondiali 2026.
Calendario Girone A Mondiali 2026: date, orari italiani e sedi
Tre giornate, sei partite, quattro sedi distribuite tra Messico e Stati Uniti. Le ultime due gare del girone si giocano in contemporanea – la notte tra il 24 e il 25 giugno alle 03:00 CEST – come regola FIFA per evitare biscotti. Tutti gli orari indicati sono CEST (ora italiana). Le partite saranno trasmesse in Italia tra Rai (Rai 1, Rai Sport, RaiPlay) e Sky Sport (anche su NOW), secondo l’accordo di sublicenza in vigore per la rassegna iridata.
| Data | Orario (CEST) | Partita | Sede |
| Gio 11/06/2026 | 21:00 | Messico – Sudafrica | Estadio Azteca, Città del Messico |
| Ven 12/06/2026 | 04:00 | Corea del Sud – Repubblica Ceca | Estadio Akron, Guadalajara |
| Gio 18/06/2026 | 18:00 | Repubblica Ceca – Sudafrica | Mercedes-Benz Stadium, Atlanta |
| Ven 19/06/2026 | 03:00 | Messico – Corea del Sud | Estadio Akron, Guadalajara |
| Gio 25/06/2026 | 03:00 | Repubblica Ceca – Messico | Estadio Azteca, Città del Messico |
| Gio 25/06/2026 | 03:00 | Sudafrica – Corea del Sud | Estadio BBVA, Monterrey |
Tre delle sei partite si giocano in territorio messicano, con la sfida di apertura all’Estadio Azteca: uno scenario inedito per una nazionale ospitante, che incassa anche il vantaggio dei circa 2.250 metri di altitudine di Città del Messico. Per il calcolo dei diritti tv il sublicenziatario in chiaro per l’Italia è la Rai, mentre Sky detiene parte del pacchetto pay; le partite della terza giornata, in contemporanea, saranno distribuite tra emittenti diverse per garantire la copertura simultanea.
Quote e pronostico Girone A Mondiali 2026: chi vincerà il gruppo
Le quote del mercato “vincente Girone A Mondiali 2026” raccontano una gerarchia netta. Il Messico è favorito d’obbligo, la Repubblica Ceca è il primo competitor, la Corea del Sud paga lo svantaggio del fuso e dell’altitudine, il Sudafrica è considerato outsider lontano. Le quote di seguito riportate sono indicative del consenso dei principali operatori autorizzati ADM e fanno riferimento alla finestra di rilevazione dell’11 maggio 2026.
| Nazionale | Quota vincente Girone A | Probabilità implicita |
| Messico | 2.00 | ~50% |
| Repubblica Ceca | 3.25 | ~31% |
| Repubblica di Corea | 4.40 | ~23% |
| Sudafrica | 13.00 | ~7% |
Quote aggiornate all’11 maggio 2026. Le quote sono in costante aggiornamento presso i bookmaker autorizzati ADM e possono variare in qualsiasi momento in base alle convocazioni definitive, agli infortuni e al volume di puntate.
Sul mercato “qualificazione agli ottavi” le forbici si stringono: la Corea del Sud sale grazie al passaggio del turno garantito anche alle migliori terze, e i Bafana Bafana possono ancora sperare in un piazzamento utile. Messico e Cechia sono dati passare in scioltezza nelle quote “passa il turno”, entrambi sotto 1.50 per Snai, Sisal ed Eurobet.
Il nostro pronostico: Messico primo, davanti a una Repubblica Ceca che ha l’arma Schick e un’identità tattica chiara con Koubek. La Corea del Sud arriverà al fotofinish con i cechi per il secondo posto; il giudizio sulla qualificazione passa dalla terza giornata. Sudafrica fanalino di coda ma capace di togliere punti pesanti a una delle prime due – occhio a Messico-Sudafrica della prima giornata, dove la pressione su El Tri sarà altissima. Le quote sul “secondo classificato Girone A” oscillano tra 2.50 e 3.80 per la Cechia, prima scelta del nostro pronostico per il secondo posto. Per uno sguardo trasversale a tutte le linee del torneo consulta anche la sezione dedicata alle quote Mondiali 2026.
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Valutazione
20Bet Vantaggi
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Le chiavi tattiche del Girone A
Sotto la superficie delle quote, ci sono almeno tre nodi tattici che decideranno la classifica. Il primo è l’altitudine: Città del Messico (2.240 m circa) e Guadalajara (1.566 m) cambiano la respirazione e l’intensità sostenibile dei novanta minuti, in particolare per Cechia e Sudafrica che giocheranno una partita ciascuno sopra i duemila metri. Il secondo è la gestione del calendario: Messico chiude in casa contro la Cechia ma con il dato delle altre partite già in mano, perché la Corea del Sud gioca a Monterrey in contemporanea. È un vantaggio enorme di lettura strategica per Aguirre, che potrà tarare l’approccio in base ai risultati delle prime due giornate.
Il terzo nodo è la fisicità: Sudafrica è la squadra più atletica del raggruppamento, capace di mettere in difficoltà sia il palleggio coreano sia il possesso messicano con pressione alta e ripartenze veloci. La differenza la farà la qualità tecnica nelle aree, dove Messico e Corea del Sud sono nettamente avanti. La Cechia di Koubek si gioca tutto sulla solidità del 3-4-2-1: blocco basso, ripartenze tagliate verso Schick, palle inattive curate nei dettagli. Storicamente, le finali playoff europee vinte ai rigori producono squadre con un’identità tattica forte e nervi saldi, e i cechi sembrano averla trovata proprio nel passaggio di consegne tra Hašek e Koubek.
Diffidenze e cronache di mercato verso il fischio d’inizio
A poche settimane dall’esordio, l’attualità del Girone A è densa. Il Messico ha vissuto un caso interno ai primi di maggio: la federazione ha imposto un ultimatum ai convocati per garantirsi il ritiro pieno, in scia alle polemiche sui permessi inizialmente concessi ai giocatori del Toluca impegnati nella semifinale di CONCACAF Champions Cup contro proprio il Los Angeles FC di Son Heung-min. La presa di posizione di Aguirre (“Chi non si presenta resta fuori dal Mondiale”) ha rimesso ordine ma alzato la tensione tra federazione e club.
Sul fronte ceco, occhi puntati sulle condizioni di Patrik Schick e Adam Hložek, entrambi reduci da stagioni segnate da infortuni muscolari. Per la Corea del Sud, il rendimento in MLS di Son Heung-min con il LAFC è stato un boost di fiducia: triplette, gol decisivi e una chimica eccellente con Denis Bouanga. Il Sudafrica, dopo l’eliminazione agli ottavi della Coppa d’Africa 2025 contro il Camerun, cerca riscatto: Hugo Broos ha richiamato in extremis qualche profilo esperto per dare equilibrio in fase difensiva, area in cui Bafana ha sofferto durante le amichevoli di marzo contro Panama.
Conclusioni sul girone A
Il Girone A Mondiali 2026 è uno dei più leggibili sulla carta, ma l’apertura all’Azteca, l’altitudine, le sei gare in contemporanea della terza giornata e una formula a 48 squadre che cambia la matematica del passaggio del turno introducono variabili reali. Per ogni aggiornamento su rose, convocazioni definitive e movimento delle quote tieni d’occhio l’hub Mondiali 2026.
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