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Girone G Mondiali 2026: squadre, analisi e pronostici

Il Girone G Mondiali 2026 riunisce quattro nazionali da tre continenti diversi: il Belgio di Rudi Garcia, prima del raggruppamento per ranking FIFA, l’Egitto trascinato da Mohamed Salah, l’Iran di Amir Ghalenoei e la Nuova Zelanda di Darren Bazeley. Il gruppo G dei Mondiali 2026 si gioca tra Seattle, Inglewood (area di Los Angeles) e Vancouver dal 15 al 27 giugno 2026. Belgio favorito netto a 1.36, ma il nuovo formato a 48 squadre – con le otto migliori terze ammesse agli ottavi – apre scenari interessanti anche per le inseguitrici.

Girone G mondiali 2026

Girone G Mondiali 2026 panoramica

Il girone G coppa del mondo 2026 è un raggruppamento dal coefficiente di difficoltà medio, lontano dai grandi blocchi degli altri gironi popolati da Argentina, Spagna, Francia o Inghilterra. Il Belgio parte con una rosa che vale diverse centinaia di milioni di euro secondo Transfermarkt, multiplo del valore complessivo delle altre tre squadre messe insieme. Egitto e Iran possono però contare su due elementi top in attacco – Mohamed Salah e Mehdi Taremi – capaci di sovvertire pronostici su pochi episodi. La Nuova Zelanda, qualificatasi dall’Oceania con un percorso netto, ricopre il ruolo di outsider assoluta.

Le partite del gruppo si concentrano sulla costa pacifica nordamericana: il Seattle Stadium (Lumen Field), il Los Angeles Stadium (SoFi Stadium di Inglewood) e il BC Place di Vancouver ospitano tutti e sei i match, con orari italiani che alternano la prima serata al cuore della notte. Per gli appassionati di scommesse, il Mondiale 2026 qui propone valore soprattutto sui mercati “qualificazione agli ottavi” piuttosto che sul vincente girone, dove il Belgio è ampiamente bancato.

Belgio, favorito del Girone G Mondiali 2026

All’interno del gruppo G mondiali 2026, il Belgio arriva da vincitore del Girone J UEFA con 18 punti in 8 partite (5 vittorie, 3 pareggi, 29 gol fatti e 7 subiti), davanti al Galles, completando le qualificazioni con un percorso solido e imbattuto. La federazione belga ha affidato la panchina a Rudi Garcia il 24 gennaio 2025, dopo l’esonero di Domenico Tedesco. Per il tecnico francese – ex Roma, Lille, Marsiglia, Lione e Napoli – si tratta della prima esperienza alla guida di una nazionale, con contratto firmato fino al termine del Mondiale.

La rosa è imperniata sulla generazione 2018, ma con innesti più giovani. In porta Thibaut Courtois (Real Madrid) resta il titolare quando disponibile, con Matz Sels (Nottingham Forest) come alternativa. La mediana ruota intorno a Kevin De Bruyne, passato l’estate scorsa al Napoli campione d’Italia a parametro zero dal Manchester City, affiancato da Youri Tielemans (Aston Villa) e Amadou Onana (Aston Villa). Davanti, Romelu Lukaku – anche lui al Napoli – guida l’attacco con il supporto di Jérémy Doku (Manchester City), Leandro Trossard (Arsenal) e Charles De Ketelaere (Atalanta).

I dubbi non mancano. De Bruyne ha 34 anni, Courtois 33, Lukaku 32: una spina dorsale esperta che però paga sui ritmi alti. Garcia ha disegnato un 4-3-3 con baricentro medio-alto e pressing situazionale, mostrato nelle amichevoli e in qualificazione. La Coppa del Mondo è il banco di prova definitivo: gli ottavi sono il minimo sindacale, ma il sorteggio potrebbe regalare un quarto di finale alla portata se il Belgio chiude primo come da pronostico. Tra le incognite la condizione fisica di Lukaku, reduce da problemi muscolari, e quella di un De Bruyne al primo anno completo in Serie A. Le quote dei bookmaker proiettano il Belgio intorno a quota 35-40 per la vittoria finale: una valutazione cauta, che riflette il declino della “generazione d’oro” più che una fiducia piena nel nuovo ciclo.

Egitto: i Faraoni di Salah

L’Egitto è stata la terza nazionale africana qualificata ai Mondiali 2026, dopo Marocco e Tunisia. La squadra di Hossam Hassan, in panchina dal 2024, ha dominato il Gruppo A delle qualificazioni CAF chiudendo in testa con 23 punti dopo 9 partite, davanti al Burkina Faso. La certezza matematica è arrivata l’8 ottobre 2025 con il 3-0 al Gibuti a Casablanca, dove Ibrahim Adel ha sbloccato il match all’8′ e Mohamed Salah ha firmato la doppietta del definitivo 3-0 (14′ e 84′).

Mohamed Salah è la figura totemica del progetto: il capitano del Liverpool ha segnato 9 reti nelle qualificazioni africane, risultando capocannoniere assoluto del torneo CAF. Accanto a lui un attacco di alto livello internazionale con Omar Marmoush, passato dall’Eintracht Francoforte al Manchester City a gennaio 2025 per oltre 70 milioni di euro, e Mahmoud “Trezeguet” Hassan. Il regista è Ahmed Sayed “Zizo”, mentre la difesa è guidata dai senatori dell’Al-Ahly e dello Zamalek.

Hassan, leggenda del calcio egiziano da giocatore, predica transizioni rapide e pressing offensivo. La squadra ha trovato un’identità tattica precisa nelle qualificazioni, anche se nella recente Coppa d’Africa 2025 in Marocco (21 dicembre 2025-18 gennaio 2026) è stata eliminata in semifinale dal Senegal, poi finalista, con il punteggio di 1-0. Per i Mondiali la quarta partecipazione storica – dopo 1934, 1990 e 2018 – i Faraoni cercano la prima vittoria assoluta in Coppa del Mondo: in 7 partite finora hanno raccolto 2 pareggi e 5 sconfitte, senza mai superare la fase a gironi. Il sorteggio nel Girone G non è proibitivo: il secondo posto è alla portata, soprattutto se Salah replicherà i numeri delle qualificazioni africane. Le quote di passaggio del turno lo collocano come principale candidato a contendere il secondo posto al Belgio.

Iran: il Team Melli di Ghalenoei

L’Iran è stata una delle prime nazionali asiatiche a qualificarsi ai Mondiali 2026, attraverso il Girone A della terza fase AFC. Team Melli ha chiuso il gruppo davanti all’Uzbekistan, e si presenta in Nord America per la quarta partecipazione consecutiva al torneo (dopo 2014, 2018 e 2022) e la settima nella storia. In panchina Amir Ghalenoei, ex centrocampista classe 1963, che ha sostituito Carlos Queiroz nel marzo 2023 dopo l’eliminazione iraniana nel Mondiale del Qatar. Sotto la sua guida l’Iran ha raggiunto la semifinale della Coppa d’Asia 2023 in Qatar.

L’attacco è il punto di forza: Mehdi Taremi, oggi all’Olympiacos dopo la parentesi all’Inter del 2024-25, ha riscoperto continuità realizzativa con i greci. Al suo fianco Sardar Azmoun, ex Roma e Bayer Leverkusen, e Alireza Jahanbakhsh, capitano di lungo corso. La spina dorsale comprende veterani come Ehsan Hajisafi e Morteza Pouraliganji.

La partecipazione iraniana è stata messa in dubbio per mesi dal conflitto del 2025 con gli Stati Uniti e Israele, ma il presidente FIFA Gianni Infantino ha confermato il 30 aprile 2026 a Vancouver, durante il Congresso FIFA, che la squadra disputerà le tre partite del girone negli USA come previsto. La federazione iraniana ha posto comunque dieci condizioni vincolanti, tra cui visti per tutto lo staff (compresi giocatori che hanno svolto il servizio militare nelle Guardie Rivoluzionarie come Taremi e Hajisafi), protocolli di sicurezza rafforzati e libertà di esecuzione dell’inno nazionale. Sul piano sportivo, l’Iran nel girone g mondiali 2026 conferma il proprio storico limite: non ha mai superato il primo turno in nessuna delle sei partecipazioni precedenti. Le quote di passaggio agli ottavi vedono il Team Melli a metà strada tra Egitto e Nuova Zelanda, con valore relativo sulla qualificazione come una delle migliori terze.

Mondiali 2026 arancione

Nuova Zelanda: gli All Whites tornano dopo 16 anni

La Nuova Zelanda è stata una delle prime nazionali qualificate al Mondiale 2026, dopo i tre Paesi ospitanti e il Giappone. Per gli All Whites di Darren Bazeley si tratta della terza partecipazione iridata della storia, la prima dopo Sudafrica 2010 (dove conquistarono tre pareggi storici, compreso l’1-1 con l’Italia). Il pass è arrivato il 24 marzo 2025, con il 3-0 alla Nuova Caledonia nella finale unica delle qualificazioni OFC all’Eden Park di Auckland (gol nel secondo tempo di Boxall, Barbarouses ed Elijah Just). Era la prima edizione in cui all’Oceania veniva assegnato un posto diretto al Mondiale.

La rosa neozelandese è la più “europea” di sempre. Chris Wood, 34 anni, è la stella indiscussa: l’attaccante del Nottingham Forest ha vissuto stagioni eccellenti in Premier League e resta il riferimento offensivo. In mediana Marko Stamenić (Nottingham Forest) e Joe Bell garantiscono qualità. La fascia sinistra è presidiata da Liberato Cacace, uno dei tanti All Whites con passaporto europeo. Tra i pali Alex Paulsen del Bournemouth o Max Crocombe.

Bazeley – ex difensore di Wolves e Walsall – ha costruito una squadra fisica, ordinata e specialista delle palle inattive. Lo stile è pragmatico: linee corte, ripartenze rapide, sfruttamento massimo dei centimetri (Wood, Boxall, Bindon sono tutti sopra il metro e ottantacinque). I limiti sono noti: il livello dei test in Oceania resta molto lontano da quello di un Mondiale, come hanno mostrato anche alcune amichevoli pre-torneo contro avversari di livello superiore. Le quote dei bookmaker – 20.91 sul vincente girone, 1500 sul Mondiale – riflettono fedelmente la gerarchia. Per gli All Whites realisticamente la missione è muovere la classifica con almeno un punto, magari contro l’Egitto o l’Iran, e sognare quel piazzamento tra le migliori terze che è valore concreto in chiave scommesse.

Calendario Girone G Mondiali 2026

Il calendario del girone g mondiali 2026 si sviluppa in due settimane esatte, tra il 15 e il 27 giugno. Tutte le partite si giocano sulla costa pacifica nordamericana (orario locale PT, ovvero UTC-7), il che si traduce in orari italiani CEST molto tardi per le sfide non programmate in prima serata locale. La terza giornata vede in contemporanea Nuova Zelanda-Belgio (a Vancouver) ed Egitto-Iran (a Seattle), come da regolamento FIFA.

Giornata Partita Data e ora (CEST) Stadio
Belgio – Egitto Lun 15 giugno, 21:00 Seattle Stadium (Lumen Field)
Iran – Nuova Zelanda Mar 16 giugno, 03:00 Los Angeles Stadium (SoFi, Inglewood)
Belgio – Iran Dom 21 giugno, 21:00 Los Angeles Stadium (SoFi, Inglewood)
Nuova Zelanda – Egitto Lun 22 giugno, 03:00 BC Place, Vancouver
Nuova Zelanda – Belgio Sab 27 giugno, 05:00 BC Place, Vancouver
Egitto – Iran Sab 27 giugno, 05:00 Seattle Stadium (Lumen Field)

In Italia, le partite del Girone G saranno visibili in chiaro su Rai 1 e RaiPlay per gli incontri inseriti nella selezione di 35 match acquisiti dal servizio pubblico, mentre DAZN trasmetterà tutte le 104 gare del torneo in streaming. Per i match in notturna, l’opzione streaming RaiPlay/DAZN resta la più comoda. Per scoprire il torneo completo consulta il sito ufficiale dei Mondiali 2026.

Quote e pronostico Girone G Mondiali 2026

Il pronostico Girone G Mondiali 2026 è dominato dal Belgio, ma con margini interessanti sui mercati alternativi. La quota vincente girone proposta dai bookmaker italiani fotografa una gerarchia chiarissima tra le quattro squadre, con un divario ampio tra i favoriti e l’outsider neozelandese.

Vincente Girone G Quota
Belgio 1.36
Egitto 5.48
Iran 6.97
Nuova Zelanda 20.91

Quote aggiornate al 12 maggio 2026. I valori sono in costante aggiornamento presso i bookmaker ADM e possono subire variazioni significative con l’avvicinarsi delle partite, in base a infortuni, convocazioni ufficiali e amichevoli pre-Mondiale.

La quota di 1.36 sul Belgio implica una probabilità intrinseca attorno al 73-74%: una valutazione coerente con un girone in cui i Diavoli Rossi sono nettamente superiori per valore di rosa, ma che lascia spazio a un eventuale sorpasso egiziano in caso di passo falso. Sulla qualificazione del Belgio agli ottavi la quota scende sotto 1.10 presso i principali operatori – territorio da combinare per gli appassionati delle quote Mondiali 2026.

Per la vittoria finale del torneo, il Belgio è quotato in media tra 35 e 40 sui bookmaker italiani, ben lontano dalla Spagna (5.50), dalla Francia (6.50), dall’Inghilterra (7-7.50) e dalle sudamericane Argentina e Brasile (entrambe 9). Egitto a 250-300, Iran a 1000, Nuova Zelanda a 1000-1500: numeri che parlano da soli sulle effettive chance di sollevare la coppa al MetLife Stadium di New York/New Jersey il 19 luglio. Il pronostico tecnico vede il Belgio primo con 7-9 punti, l’Egitto secondo grazie alla maggiore profondità di rosa e al fattore Salah, e una lotta serrata tra Iran e Nuova Zelanda per il terzo posto utile in chiave migliori terze. Sui mercati specialistici, valore potenziale sull’“Over 1.5 gol Belgio-Iran” e sull’“Egitto qualificato agli ottavi”, mentre Nuova Zelanda-Belgio sembra il match con il pronostico più scontato (Belgio favorito sotto 1.40).

Il Girone G non sarà il girone più spettacolare del Mondiale, ma offre storyline forti: il riscatto di Garcia, l’ennesimo capitolo Salah, l’Iran tra calcio e geopolitica, il sogno All Whites. Per chi scommette, l’invito è sempre lo stesso: confrontare le quote, seguire amichevoli e convocazioni ufficiali fino al 1° giugno, e ricordare che il nuovo formato a 32 squadre agli ottavi rende meno punitivo un eventuale terzo posto. Il fischio d’inizio del girone è in programma il 15 giugno alle 21:00 CEST da Seattle con Belgio-Egitto.

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Le sfide chiave del Girone G partita per partita

Il primo turno presenta subito il match più ricco di significato: Belgio-Egitto a Seattle, una sfida tra due delle squadre più tecniche del raggruppamento. De Bruyne contro Salah è il duello individuale che catalizzerà l’attenzione: due fuoriclasse che si sono affrontati a lungo in Premier League e che ora si ritrovano in palcoscenici diversi (la Serie A per il belga, ancora il Liverpool per l’egiziano). Il Belgio parte favorito, ma l’Egitto ha le qualità per ottenere un punto pesante in apertura. In contemporanea notturna, Iran-Nuova Zelanda a Inglewood rappresenta uno scontro diretto cruciale: chi vince mette una seria ipoteca sul terzo posto. L’Iran ha più individualità, la Nuova Zelanda più solidità fisica.

Alla seconda giornata, Belgio-Iran al SoFi Stadium è il bivio del girone per i Diavoli Rossi: con sei punti il primo posto è praticamente blindato, mentre un passo falso riapre tutto. L’Iran giocherà compatto, sfruttando le ripartenze di Taremi e Azmoun. Nuova Zelanda-Egitto al BC Place è invece la partita della verità per i Faraoni: vincere significa avere già un piede agli ottavi prima della terza giornata. Per gli All Whites è l’occasione di muovere la classifica contro un avversario tecnicamente superiore ma vulnerabile sui calci piazzati, terreno fertile per la fisicità neozelandese.

La terza giornata, con i due match in contemporanea, è il classico finale ad alta tensione del formato Mondiale. Se il Belgio avrà già chiuso il girone in vetta, potrebbe presentarsi con un turnover importante contro la Nuova Zelanda, regalando agli All Whites una chance reale di vittoria. Egitto-Iran a Seattle rischia invece di trasformarsi in uno spareggio per il secondo posto o per la migliore terza: due squadre che si conoscono dal calcio asiatico-africano e che giocheranno per portarsi a casa il risultato che serve, calcolando in tempo reale anche quanto succede all’altro stadio.

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