L’albo d’oro Mondiali racconta quasi un secolo di calcio in 22 edizioni: 8 nazionali campioni, una Coppa cambiata nel 1974, due edizioni cancellate dalla Seconda Guerra Mondiale e un torneo che nel 2026 si allarga a 48 squadre. Brasile in vetta con 5 stelle, Italia e Germania a 4, Argentina campione in carica a 3. In questa guida – pensata per chi vuole seguire i Mondiali 2026 con cognizione storica – trovi tutti i vincitori dal 1930, le quote aggiornate e i record che ancora resistono.

Quasi 100 anni di storia
Il primo Mondiale si disputa nel 1930 in Uruguay: 13 squadre invitate, nessuna fase di qualificazione, finale di Montevideo vinta 4-2 dai padroni di casa contro l’Argentina davanti a 68.000 spettatori dell’Estadio Centenario. Da quel torneo nasce la Coppa Rimet, dal nome del presidente FIFA Jules Rimet, che aveva concepito la manifestazione dopo le difficoltà del calcio nel programma olimpico di fine anni Venti.
La storia dei Mondiali è segnata da due lunghe pause: nel 1942 e nel 1946 il torneo non si disputa per la Seconda Guerra Mondiale. Si riparte nel 1950 in Brasile con il celebre Maracanazo, una delle pagine più drammatiche del calcio: l’Uruguay batte 2-1 i padroni di casa al Maracanà davanti a un pubblico stimato in oltre 173.000 spettatori paganti – fonti non ufficiali parlano di quasi 200.000 presenze totali – lasciando un’intera nazione nel lutto. Da allora la formula si è evoluta costantemente: dalle 16 squadre del 1934 si è passati alle 24 del 1982, alle 32 di Francia 1998 e alle 48 di Canada-Messico-USA 2026.
Anche il trofeo è cambiato: nel 1970 il Brasile, vincitore per la terza volta, conserva definitivamente la Coppa Rimet (poi rubata a Rio nel dicembre 1983 e mai ritrovata). Dal 1974 si gioca per il trofeo attuale, disegnato dall’italiano Silvio Gazzaniga e prodotto dall’oreficeria Bertoni di Paderno Dugnano: 36,8 centimetri di altezza, oro 18 carati, 6,175 chilogrammi di peso. La storia dei mondiali è anche questa: un trofeo, una Vittoria alata, un Maracanà che ammutolisce. I mondiali di calcio storia raccontano l’evoluzione del gioco – dal 4-2-4 brasiliano del 1958 al tiki-taka spagnolo del 2010 – e l’ascesa di nazioni che hanno fatto del calcio identità nazionale.
Tutti i campioni dal 1930: l’albo d’oro Mondiali completo
Di seguito la tabella completa con vincitori, finalisti, sedi e capocannonieri di ogni edizione. Una panoramica essenziale per chiunque voglia approcciare la storia del torneo con base solida: nelle 22 edizioni disputate, soltanto 8 nazionali differenti hanno alzato la coppa.
| Anno | Sede | Vincitore | Finale | Capocannoniere |
| 1930 | Uruguay | Uruguay | Uruguay-Argentina 4-2 | Stábile (8) – Argentina |
| 1934 | Italia | Italia | Italia-Cecoslovacchia 2-1 d.t.s. | Nejedlý (5) – Cecoslovacchia |
| 1938 | Francia | Italia | Italia-Ungheria 4-2 | Leônidas (7) – Brasile |
| 1950 | Brasile | Uruguay | Uruguay-Brasile 2-1 | Ademir (8) – Brasile |
| 1954 | Svizzera | Germania Ovest | Germania Ovest-Ungheria 3-2 | Kocsis (11) – Ungheria |
| 1958 | Svezia | Brasile | Brasile-Svezia 5-2 | Fontaine (13) – Francia |
| 1962 | Cile | Brasile | Brasile-Cecoslovacchia 3-1 | 6 giocatori a quota 4 gol |
| 1966 | Inghilterra | Inghilterra | Inghilterra-Germania Ovest 4-2 d.t.s. | Eusébio (9) – Portogallo |
| 1970 | Messico | Brasile | Brasile-Italia 4-1 | Müller (10) – Germania Ovest |
| 1974 | Germania Ovest | Germania Ovest | Germania Ovest-Olanda 2-1 | Lato (7) – Polonia |
| 1978 | Argentina | Argentina | Argentina-Olanda 3-1 d.t.s. | Kempes (6) – Argentina |
| 1982 | Spagna | Italia | Italia-Germania Ovest 3-1 | Rossi (6) – Italia |
| 1986 | Messico | Argentina | Argentina-Germania Ovest 3-2 | Lineker (6) – Inghilterra |
| 1990 | Italia | Germania Ovest | Germania Ovest-Argentina 1-0 | Schillaci (6) – Italia |
| 1994 | USA | Brasile | Brasile-Italia 0-0 (3-2 d.c.r.) | Stoichkov, Salenko (6) |
| 1998 | Francia | Francia | Francia-Brasile 3-0 | Šuker (6) – Croazia |
| 2002 | Corea/Giappone | Brasile | Brasile-Germania 2-0 | Ronaldo (8) – Brasile |
| 2006 | Germania | Italia | Italia-Francia 1-1 (5-3 d.c.r.) | Klose (5) – Germania |
| 2010 | Sudafrica | Spagna | Spagna-Olanda 1-0 d.t.s. | Müller, Villa, Sneijder, Forlán (5) |
| 2014 | Brasile | Germania | Germania-Argentina 1-0 d.t.s. | Rodríguez (6) – Colombia |
| 2018 | Russia | Francia | Francia-Croazia 4-2 | Kane (6) – Inghilterra |
| 2022 | Qatar | Argentina | Argentina-Francia 3-3 (4-2 d.c.r.) | Mbappé (8) – Francia |
Le nazionali più vincenti dell’albo d’oro Mondiali
Solo otto nazioni si sono spartite le 22 Coppe del Mondo finora assegnate. Il Brasile guida la classifica con 5 titoli, seguito da Italia e Germania a 4, Argentina a 3, Uruguay e Francia a 2, Inghilterra e Spagna a 1. Una concentrazione che spiega perché nei mercati antepost i bookmaker tendono a quotare basse le grandi favorite: la storia dice che il Mondiale lo vincono quasi sempre le stesse.
Brasile: la Seleção delle 5 stelle
Il Brasile è l’unica nazionale presente in tutte le 22 edizioni dei Mondiali. La prima vittoria arriva nel 1958 in Svezia con un Pelé diciassettenne autore di una doppietta nella finale di Solna contro i padroni di casa svedesi (5-2 il finale). Il bis quattro anni dopo in Cile con Garrincha protagonista assoluto, complice anche l’infortunio dello stesso Pelé alla seconda partita. Nel 1970 in Messico la Seleção di Pelé, Tostão, Gerson, Jairzinho e Rivellino conquista il terzo titolo battendo l’Italia 4-1 nella finale dell’Azteca: per regolamento, i verdeoro entrano in possesso definitivo della Coppa Rimet. Dopo 24 anni di digiuno arriva il quarto titolo nel 1994 negli Stati Uniti, nella prima finale Mondiale decisa ai rigori (Brasile-Italia 0-0, 3-2 d.c.r.). Il quinto trionfo arriva nel 2002 in Corea e Giappone con Ronaldo capocannoniere a 8 reti, due delle quali alla Germania nella finale di Yokohama.
Germania: la regolarità tedesca
La Germania (in passato come Germania Ovest) è una macchina da risultati: 4 titoli, 4 secondi posti e 4 terzi posti, ovvero 12 piazzamenti sul podio nelle proprie partecipazioni. Il primo successo nel 1954 in Svizzera è il “Miracolo di Berna”: battuta 3-2 in finale l’Ungheria di Puskás, fino ad allora imbattuta da quattro anni. Bis nel 1974 in casa, con il capitano Franz Beckenbauer e il bomber Gerd Müller, autore del gol vittoria contro l’Olanda di Cruijff. Terzo titolo nel 1990 a Italia ’90, ancora contro l’Argentina di Maradona (1-0 con rigore di Brehme nella finale di Roma). L’ultimo trionfo nel 2014 in Brasile, con la storica semifinale 7-1 ai padroni di casa al Mineirão e il gol del 1-0 di Götze ai supplementari della finale di Rio contro l’Argentina.
Argentina: dal trionfo di Maradona a quello di Messi
Tre stelle sulla maglia, tre generazioni diverse. Il primo Mondiale arriva nel 1978 in casa, con Mario Kempes capocannoniere e finale 3-1 contro l’Olanda dopo i supplementari. Il secondo otto anni dopo in Messico, è il Mondiale di Diego Armando Maradona, autore di 5 gol, di una serie di assist memorabili e di una cavalcata trionfale culminata nel 3-2 alla Germania Ovest. La terza stella, agognata per 36 anni, arriva a Qatar 2022: l’Argentina di Lionel Scaloni batte la Francia 4-2 ai rigori dopo un 3-3 epico (doppietta di Messi, tripletta di Mbappé). La squalifica dell’Italia dopo il playoff perso a Zenica a marzo 2026 ha rimescolato gli equilibri europei, ma l’Argentina campione in carica resta tra le favorite delle quote vincente Mondiali 2026.
Uruguay, Francia, Inghilterra e Spagna
L’Uruguay vince la prima e la quarta edizione (1930 e 1950), poi non torna più sul tetto del mondo. La Francia mette a segno una doppietta storica: 1998 in casa con la doppietta di testa di Zidane in finale contro il Brasile di Ronaldo, e 2018 in Russia con Mbappé tra i protagonisti del 4-2 alla Croazia. L’Inghilterra ha un solo titolo, quello del 1966 in casa, con la celebre tripletta di Geoff Hurst contro la Germania Ovest e il “gol fantasma” sulla traversa che ancora alimenta polemiche. La Spagna chiude la lista con il successo del 2010 in Sudafrica, prima e unica vittoria spagnola arrivata grazie al gol di Iniesta nei supplementari della finale di Johannesburg contro l’Olanda. Curioso il caso uruguayano: l’AUF si fregia di 4 stelle sulla maglia, contando come “equivalenti” agli iridati anche i due ori olimpici del 1924 e 1928.
Per chi pensa all’antepost, una statistica ricorrente: solo Italia (1934-1938) e Brasile (1958-1962) sono riuscite a vincere due Mondiali consecutivi. L’Argentina campione in carica proverà a unirsi al ristretto club ai prossimi Mondiali nordamericani.
L’Italia ai Mondiali: l’albo d’oro Mondiali parla azzurro
Quattro stelle, quattro epoche, quattro CT diversi. La coppa del mondo Italia è una storia che attraversa il Novecento e arriva fino al 2006, prima di tre dolorose mancate qualificazioni consecutive. Il primo titolo nel 1934 in casa: la Nazionale di Vittorio Pozzo batte 2-1 dopo i supplementari la Cecoslovacchia nella finale dello Stadio Nazionale del PNF di Roma il 10 giugno, gol decisivo di Schiavio al 95′. Quattro anni dopo, in Francia, gli Azzurri si confermano campioni del mondo battendo 4-2 l’Ungheria a Parigi: doppietta di Piola e prima storica doppia vittoria mondiale consecutiva nella storia del torneo. Pozzo resta l’unico CT della storia ad aver vinto due Mondiali.
Dopo 44 anni di attesa arriva la “Notte di Madrid”: 11 luglio 1982, finale del Mondiale di Spagna al Santiago Bernabéu. L’Italia di Enzo Bearzot, partita con tre pareggi nella prima fase, batte 3-1 la Germania Ovest. Sei reti nel torneo per Paolo Rossi, capocannoniere dopo essere uscito dalla squalifica per il caso del calcio scommesse, e l’urlo di Marco Tardelli dopo il gol del 2-0 entra nell’iconografia mondiale. Bearzot solleva la coppa, Pertini esulta in tribuna accanto al re di Spagna, l’Italia intera scende in piazza.
L’ultimo trionfo è del 9 luglio 2006 a Berlino, in piena bufera di Calciopoli. Marcello Lippi guida una squadra arrivata al torneo da sfavorita: percorso netto fino alla finale (Australia 1-0 con rigore di Totti al 95′, Ucraina 3-0, semifinale 2-0 alla Germania ai supplementari con i gol di Grosso e Del Piero). In finale contro la Francia di Zidane, dopo il rigore di Zidane al 7′ e il pareggio di Materazzi al 19′, si arriva ai rigori. Trezeguet sbaglia colpendo la traversa, Grosso segna il rigore decisivo: Italia campione del mondo per la quarta volta. La Coppa torna in Italia 24 anni dopo Madrid.
Da allora, soltanto delusioni: eliminazione al primo turno in Sudafrica 2010 e Brasile 2014, mancata qualificazione per i Mondiali 2018, 2022 e – dopo il playoff perso ai rigori contro la Bosnia il 31 marzo 2026 – anche per Canada, Messico e USA 2026. Per analizzare il presente azzurro e capire come si arriverà al 2030, vale la pena consultare l’approfondimento dedicato all’Italia ai Mondiali: dalle Notti Magiche di Italia ’90 al digiuno attuale, il filo è fatto di cicli e ricostruzioni.

Record dell’albo d’oro Mondiali: numeri che resistono
Alcuni record sembrano destinati a non cadere mai, altri sono in bilico. Ecco i numeri più significativi della Coppa del Mondo, utili anche per chi guarda alla classifica marcatori Mondiali 2026 e ai mercati capocannoniere.
| Record | Detentore | Cifra |
| Più gol nella storia dei Mondiali | Miroslav Klose (Germania) | 16 gol in 24 partite |
| Più gol in una singola edizione | Just Fontaine (Francia, 1958) | 13 gol in 6 partite |
| Più Mondiali vinti da giocatore | Pelé (Brasile) | 3 (1958, 1962, 1970) |
| Più Mondiali vinti da CT | Vittorio Pozzo (Italia) | 2 (1934, 1938) |
| Più presenze ai Mondiali | Lionel Messi (Argentina) | 26 partite |
| Più finali disputate da giocatore | Cafu (Brasile) | 3 (1994, 1998, 2002) |
| Vittoria con margine più ampio | Ungheria-El Salvador 1982 | 10-1 |
| Esordio più giovane in finale | Pelé (Brasile, 1958) | 17 anni e 249 giorni |
| Capocannoniere più anziano | Roger Milla (Camerun, 1994) | 42 anni e 39 giorni |
| Squadra con più finali perse | Germania | 4 (1966, 1982, 1986, 2002) |
Sul fronte capocannoniere mondiali storia, il record di Klose è il più solido dell’intera competizione: 16 reti distribuite su quattro edizioni (5 nel 2002, 5 nel 2006, 4 nel 2010, 2 nel 2014), con il gol del sorpasso a Ronaldo proprio nella semifinale 7-1 della Germania al Brasile a Belo Horizonte. Tra i giocatori in attività, l’unico che potrebbe avvicinarsi è Cristiano Ronaldo (8 gol al Mondiale al netto di Qatar 2022). Per il Mondiale 2026, Mbappé e Haaland figurano in cima alle lavagne del capocannoniere presso i bookmaker italiani con licenza ADM.
Quote vincente Mondiali 2026: il presente dell’albo d’oro Mondiali
Con l’Italia esclusa per la terza volta consecutiva, il panorama antepost dei Mondiali 2026 riflette la storia recente del calcio internazionale. La Spagna, campione d’Europa in carica dopo il successo a Euro 2024, guida le lavagne dei bookmaker; subito dietro Francia, Inghilterra e i campioni in carica dell’Argentina. Ecco una sintesi delle quote dei principali operatori italiani con licenza ADM, aggiornate al 5 maggio 2026.
| Nazionale | Quota vincente | Stelle |
| Spagna | 5.50 | 1 (2010) |
| Francia | 6.50 | 2 (1998, 2018) |
| Inghilterra | 7.00 | 1 (1966) |
| Argentina | 9.00 | 3 (1978, 1986, 2022) |
| Brasile | 9.00 | 5 (1958-2002) |
| Portogallo | 12.00 | 0 |
| Germania | 16.00 | 4 (1954-2014) |
| Olanda | 25.00 | 0 |
| Norvegia | 25.00 | 0 |
| Belgio | 40.00 | 0 |
Quote indicative al 5 maggio 2026 e in costante aggiornamento presso i bookmaker. I valori riportati sono soggetti a variazioni significative in base a infortuni, convocazioni ufficiali e risultati delle amichevoli pre-torneo.
Spunto interessante per chi guarda al vincitore del girone: nel Girone I, la Francia di Mbappé parte largamente favorita su Senegal, Iraq e Norvegia, mentre nel Girone J l’Argentina di Scaloni è la grande favorita davanti ad Algeria, Austria e Giordania. Sui mercati qualificazione alla fase a eliminazione (sedicesimi a 32 squadre dopo i gironi), tutte le big partono con quote molto basse, segno che i bookmaker considerano scontato il passaggio del turno per le grandi favorite.
96/100
Valutazione
20Bet Vantaggi
- Una delle più ampie selezioni di mercati
- Possibilità di copiare gli altri scommettitori
- Offre spesso le quote più alte per il calcio
Momenti leggendari dell’albo d’oro Mondiali
Il Mondiale è anche memoria visiva: certi fotogrammi sopravvivono alle generazioni. Ecco i momenti che hanno scolpito la storia della Coppa.
La “Mano de Dios” e il Gol del Secolo (1986)
22 giugno 1986, Estadio Azteca di Città del Messico. Argentina-Inghilterra, quarti di finale. Maradona segna due gol nello stesso quarto d’ora destinati a entrare nella mitologia: al 51′ anticipa con il pugno il portiere Peter Shilton (più alto di lui di una ventina di centimetri) facendo finire il pallone in rete senza che l’arbitro tunisino Ali Bennaceur si accorga del fallo di mano. Quattro minuti dopo, parte da metà campo, supera cinque avversari e segna quello che la FIFA nel 2002 voterà come “Gol del Secolo”. Argentina-Inghilterra finisce 2-1, l’Albiceleste vincerà poi il torneo battendo 3-2 la Germania Ovest in finale grazie all’assist di Maradona per Burruchaga. Nel 2022, la maglia di Maradona scambiata in quel match con Steve Hodge è stata venduta all’asta da Sotheby’s per 7,1 milioni di sterline (circa 9,3 milioni di dollari): record assoluto per memorabilia sportivi.
La testata di Zidane e il rigore di Grosso (2006)
9 luglio 2006, Olympiastadion di Berlino. Italia-Francia. Dopo il rigore di Zidane al 7′ (cucchiaio sulla traversa, palla oltre la linea) e il pareggio di Materazzi al 19′ di testa su corner di Pirlo, la partita si trascina ai supplementari. Al 110′, Zidane sferra una testata al petto di Materazzi dopo un battibecco. L’arbitro argentino Elizondo, su segnalazione del quarto uomo Cantalejo, espelle il numero 10 francese alla sua ultima partita in carriera. Si va ai rigori: Trezeguet colpisce la traversa, Fabio Grosso segna il rigore decisivo. L’Italia è campione del mondo per la quarta volta. La finale è seguita in Italia da oltre 25 milioni di telespettatori su Rai 1, con uno share dell’87% al momento dei rigori: il dato di ascolto televisivo più alto degli anni Duemila in Italia.
Il Maracanazo (1950)
16 luglio 1950, Maracanà di Rio de Janeiro. Brasile-Uruguay, partita decisiva del girone finale. Davanti a un pubblico ufficiale di 173.850 paganti – con stime non ufficiali di quasi 200.000 presenze, il Brasile passa in vantaggio con Friaça a inizio ripresa. Schiaffino pareggia al 66′, poi al 79′ Ghiggia firma il 2-1 sfruttando un’uscita rivedibile del portiere Barbosa. Il Maracanà ammutolisce. L’Uruguay si laurea campione del mondo per la seconda volta nella sua storia. La sconfitta diventa un trauma collettivo per il Brasile, tanto da spingere la federazione a sostituire le maglie bianche con quelle gialle simbolo dell’attuale Seleção.
La Notte di Madrid (1982)
11 luglio 1982, Santiago Bernabéu. Italia-Germania Ovest, finale del Mondiale spagnolo. Paolo Rossi apre le marcature al 57′, Tardelli raddoppia al 69′ (con l’urlo passato alla storia), Altobelli chiude sull’82’ sul 3-0. Breitner segna il gol della bandiera tedesca all’83’. L’Italia vince 3-1, Pertini esulta in tribuna gridando “non ci prendono più” e battendo le mani come un bambino accanto al re Juan Carlos. Per Bearzot e per la sua Italia partita dimenticata e arrivata alla finale con tre 0-0 nel girone, è il riscatto definitivo. Paolo Rossi chiude come capocannoniere con 6 gol e Pallone d’Oro a fine anno.
Le notti magiche di Italia ’90
L’Italia di Azeglio Vicini non vince il Mondiale, ma Totò Schillaci diventa il volto dell’estate del 1990: 6 gol, capocannoniere del torneo, occhi sgranati nelle esultanze trasmesse in mondovisione. Gli Azzurri si fermano in semifinale ai rigori contro l’Argentina di Maradona, allo stadio San Paolo di Napoli (1-1 dopo i supplementari, 4-3 ai rigori per gli argentini, con gli errori dal dischetto di Donadoni e Serena). La sigla “Un’estate italiana” di Bennato e Nannini diventa la colonna sonora di una generazione. Il terzo posto contro l’Inghilterra a Bari è un magro premio: il Mondiale lo vince la Germania Ovest battendo 1-0 l’Argentina nella finale di Roma, rigore di Brehme.
Dove vedere i Mondiali 2026 in TV in Italia
Tutte le 104 partite dei Mondiali 2026 saranno trasmesse in diretta streaming su DAZN, che si è aggiudicata i diritti integrali del torneo per il mercato italiano. La Rai trasmetterà 35 partite in chiaro sui propri canali (prevalentemente Rai 1) e in streaming su RaiPlay: pacchetto che include la gara inaugurale Messico-Sudafrica dell’11 giugno al Mexico City Stadium, una selezione di big match della fase a gironi, le due semifinali e la finalissima del 19 luglio al MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey. Sky e NOW non hanno acquisito i diritti del torneo.
Tutti gli orari delle partite vanno convertiti dal fuso orario di USA, Canada e Messico al CEST (UTC+2). I match notturni nordamericani delle 21:00 ET inizieranno alle 03:00 italiane del giorno successivo, mentre le partite pomeridiane di Città del Messico saranno serali in Italia. La gara inaugurale Messico-Sudafrica è prevista alle 21:00 CEST dell’11 giugno, mentre la finale del 19 luglio è in programma alle 21:00 CEST.
Chiusura: il Mondiale è memoria, e il 2026 scrive una nuova pagina
L’albo d’oro Mondiali è il libro mastro del calcio per nazionali: 22 edizioni, 8 campioni, una manciata di nomi che si ripetono. Brasile davanti a tutti, Italia e Germania a inseguire, Argentina campione in carica con tre stelle e Messi che ha finalmente alzato la sua coppa. Nel 2026 cambia il formato – 48 squadre, 104 partite, tre Paesi ospitanti – ma non la sostanza: vincere il Mondiale resta l’impresa più difficile del calcio. Il sorteggio del 5 dicembre 2025 ha disegnato i 12 gironi, le quote antepost premiano la Spagna, ma la storia insegna che il Mondiale lo prende chi sa arrivare in forma all’estate giusta. Tra poche settimane si riparte da Città del Messico.
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